Il Tirreno

Nardi: «Risoluzione e 80 milioni di danni»

di Cristiano Lozito
Nardi: «Risoluzione e 80 milioni di danni»

Atto di citazione notificato ad Aferpi: ora il Tribunale deve pronunciarsi sulla richiesta di risarcimento e di scioglimento del contratto

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PIOMBINO. Carlo Calenda lo aveva ribadito la settimana scorsa risponendo a un’interrogazione di Stefano Fassina sulla situazione di Aferpi: «È finito il tempo del dialogo con Issad Rebrab – aveva detto il ministro – La discussione si può riaprire solo in caso di cessione delle acciaierie a un imprenditore qualificato».

Ieri il Governo ha dato seguito a queste parole, col commissario Piero Nardi che ha notificato ad Aferpi e ad altre società del Gruppo Cevital un atto di citazione finalizzato alla risoluzione dei contratti di cessione dei complessi aziendali che compongono lo stabilimento siderurgico di Piombino.

Guerra aperta dunque, perché se l’avvio della procedura per la risoluzione del contratto era stato già annunciato, con l’auspicio sottinteso che quest’ipotesi servisse a convincere Rebrab ad aprire una trattativa seria per la cessione delle acciaierie, ieri il Governo ha accompagnato l’atto di citazione con la richiesta al Tribunale di Livorno della condanna di Aferpi e delle altre società del Gruppo Cevital al risarcimento di tutti i danni subìti in conseguenza degli inadempimenti, più volte contestati, quantificati in un importo di 80 milioni.

Con questa iniziativa, che assorbe la richiesta di pagamento delle penali contrattuali di tre milioni, già oggetto di un atto di pignoramento, la Procedura Lucchini ha rinunciato agli atti esecutivi e il Tribunale di Livorno ieri ha dichiarato l’estinzione del relativo procedimento. Nella sua azione giudiziaria il commissario Nardi è assistito dagli studi BonelliErede e Lombardi-Segni.

Cevital al momento non ha voluto commentare la notizia della svolta impressa dal Governo, arrivata pochi giorni dopo la notizia diffusa dal gruppo algerino della visita in fabbrica di tecnici cinesi di Sinosteel che avrebbero espresso un giudizio positivo sulla possibile ripartenza di acciaieria e altoforno. Un impegno teso a confermare la volontà e la possibilità di andare avanti nel piano industriale, ma soprattutto a rafforzare la propria posizione nel contenzioso legale col Governo.

Certo Cevital si trova in una posizione sempre più difficile, stretta in un angolo dall’ipotesi ancora in campo della cosiddetta “insolvenza prospettica”, cioè della presunta incapacità in tempi brevi di far fronte agli impegni con dipendenti e fornitori, e soprattutto dall’atto di citazione notificato ieri alla società.

Ora sarà il Tribunale di Livorno a pronunciarsi in tempi che al momento sono impronosticabili. Se si andasse alla risoluzione del contratto, il commissario Nardi tornerebbe in possesso del ramo d’azienda ex Lucchini, e Aferpi resterebbe una scatola vuota. In quel caso si potrebbero aprire le porte a una nuova gestione temporanea del commissario, col sostegno del Governo concretizzato da una somma intorno ai 50 milioni, finalizzata solo a rendere di nuovo operativo lo stabilimento, recuperando la fiducia del mercato prima della cessione a un investitore qualificato. Col nome di Sajjan Jindal che resta quello più probabile per l’interesse che il gruppo indiano, pur mantenendo un basso profilo, secondo varie fonti sta continuando a mostrare sulle acciaierie piombinesi, porta d’ingresso in Europa.



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