Sicurezza
In lutto per la morte del Presidente
Scomparso all’età di 84 anni Pierluigi Panciatici, ex direttore Ilva e patron del Basket Piombino
3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Era stimato e benvoluto da tutti. Si dice spesso quando qualcuno viene a mancare ma nel caso di Pierluigi Panciatici era davvero così. Un uomo intelligente, mite, generoso, sempre sorridente. Una persona di successo ma che si è sempre distinta per la modestia, l’umità, la semplicità.
Il “presidente”, come veniva affettuosamente chiamato, è morto ieri all’età di 84 anni. Si è all’ospedale, dove era stato operato d’urgenza da una settimana. Lascia la moglie Rossana Valori, le figlie Eleonora e Francesca, i nipoti e tanti, tantissimi amici.
Originario di Rosignano, laureato in chimica, Panciatici da una vita ormai viveva a Piombino. Brillante la sua carriera professionale alle Acciaierie piombinesi, ex Ilva, dove fu assunto nel 1961 come impiegato diventando poi direttore dello stabilimento.
Gli ultimi anni lavorativi per lui non furono affatto facili, in quanto coincisero con la dismissione degli impianti piombinesi da parte dello Stato, con la stagione degli scioperi, della cassa integrazione, dei licenziamenti e con la vendita al Gruppo Lucchini. Eppure, anche in quel periodo rovente, Panciatici non perse mai la stima e il rispetto non solo dei colleghi, ma di tutti quelli che lo conoscevano.
In pensione dal 1994, per un decennio Panciatici si era dedicato anima e corpo a una delle sue grandi passioni: la pallacanestro. Era il presidente della squadra gialloblù, il Centro Piombino basket, che vinse il campionato di C1 nell’89-90 e approdò per la prima volta a un campionato nazionale. Panciatici rimase alla guida della società gialloblù durante tutto il ciclo di grande basket, con nove anni gloriosi tra serie B2, B1 e con la squadra che sfiorò anche l’A2. Poi, parallelamente alla nuova crisi delle acciaierie, cominciò la lenta discesa fino alla serie D.
Panciatici lasciò il basket ma non si fermò mai a godersi la pensione, mettendo su la società Minerva centro studi che gestiva il liceo linguistico Leon Battista Alberti. E non abbandonò mai la pallacanestro. Come poteva, andava al Palatenda a seguire le partite dei gialloblù.
Bello il ricordo di Fabrizio Lotti, ora imprenditore balneare, ex giocatore e manager di basket. Lotti lo ha scritto dalle Filippine sulla propria bacheca Facebook, pochi minuti dopo che la scomparsa di Panciatici aveva cominciato a fare il giro del web: «Io amo la pallacanestro - scrive Lotti - amo la squadra di Piombino, ho passato dei buoni anni a Firenze come a Piombino, da giocatore e da general manager. Ma ho avuto un solo presidente nel mio cuore, un solo riferimento di come si gestisce una società, un gruppo, una “famiglia”. Mi mancheranno le sue risate, il suo ottimismo, la sua intelligenza ma soprattutto la sua onestà e generosità. Un signore di altri tempi, un esempio per il nostro paesello. Per una volta mi permetto di dargli del tu: ciao, Luigi».
La salma ieri sera è stata trasferita alla sala del commiato della Misericordia, per l’ultimo saluto di amici e parenti. I funerali si svolgeranno domattina alle 10 alla chiesa della Misericordia.
Alla famiglia, le condoglianze della nostra redazione.
Il “presidente”, come veniva affettuosamente chiamato, è morto ieri all’età di 84 anni. Si è all’ospedale, dove era stato operato d’urgenza da una settimana. Lascia la moglie Rossana Valori, le figlie Eleonora e Francesca, i nipoti e tanti, tantissimi amici.
Originario di Rosignano, laureato in chimica, Panciatici da una vita ormai viveva a Piombino. Brillante la sua carriera professionale alle Acciaierie piombinesi, ex Ilva, dove fu assunto nel 1961 come impiegato diventando poi direttore dello stabilimento.
Gli ultimi anni lavorativi per lui non furono affatto facili, in quanto coincisero con la dismissione degli impianti piombinesi da parte dello Stato, con la stagione degli scioperi, della cassa integrazione, dei licenziamenti e con la vendita al Gruppo Lucchini. Eppure, anche in quel periodo rovente, Panciatici non perse mai la stima e il rispetto non solo dei colleghi, ma di tutti quelli che lo conoscevano.
In pensione dal 1994, per un decennio Panciatici si era dedicato anima e corpo a una delle sue grandi passioni: la pallacanestro. Era il presidente della squadra gialloblù, il Centro Piombino basket, che vinse il campionato di C1 nell’89-90 e approdò per la prima volta a un campionato nazionale. Panciatici rimase alla guida della società gialloblù durante tutto il ciclo di grande basket, con nove anni gloriosi tra serie B2, B1 e con la squadra che sfiorò anche l’A2. Poi, parallelamente alla nuova crisi delle acciaierie, cominciò la lenta discesa fino alla serie D.
Panciatici lasciò il basket ma non si fermò mai a godersi la pensione, mettendo su la società Minerva centro studi che gestiva il liceo linguistico Leon Battista Alberti. E non abbandonò mai la pallacanestro. Come poteva, andava al Palatenda a seguire le partite dei gialloblù.
Bello il ricordo di Fabrizio Lotti, ora imprenditore balneare, ex giocatore e manager di basket. Lotti lo ha scritto dalle Filippine sulla propria bacheca Facebook, pochi minuti dopo che la scomparsa di Panciatici aveva cominciato a fare il giro del web: «Io amo la pallacanestro - scrive Lotti - amo la squadra di Piombino, ho passato dei buoni anni a Firenze come a Piombino, da giocatore e da general manager. Ma ho avuto un solo presidente nel mio cuore, un solo riferimento di come si gestisce una società, un gruppo, una “famiglia”. Mi mancheranno le sue risate, il suo ottimismo, la sua intelligenza ma soprattutto la sua onestà e generosità. Un signore di altri tempi, un esempio per il nostro paesello. Per una volta mi permetto di dargli del tu: ciao, Luigi».
La salma ieri sera è stata trasferita alla sala del commiato della Misericordia, per l’ultimo saluto di amici e parenti. I funerali si svolgeranno domattina alle 10 alla chiesa della Misericordia.
Alla famiglia, le condoglianze della nostra redazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
