La manifestazione
«Diteci cosa è successo sulla Niki»
di Luca Centini
I passeggeri chiedono spiegazioni sull’incidente di martedì, intanto le indagini della Capitaneria proseguono
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PORTOFERRAIO. «I 138 passeggeri della Moby Niki hanno il diritto di conoscere le cause dell’incidente e il rischio a cui sono stati sottoposti». Lorenzo Marchetti, in passato presidente del Parco minerario di Rio Marina, è uno dei passeggeri del traghetto che, martedì poco prima delle 12, ha subito un incidente, urtando probabilmente il basso fondale al largo dell’isolotto di Palmaiola, per fortuna senza conseguenze per le persone (la nave è infatti arrivata a Portoferraio, sebbene con un lieve ritardo).
Né la capitaneria di porto, né la compagnia di navigazione hanno fornito al momento una versione ufficiale sulla dinamica del sinistro e sul motivo per cui il traghetto abbia tenuto una rotta, registrata sul satellite, molto più schiacciata su Palmaiola. Incrociando il percorso della nave con i valori batimetrici riportati sulla carta nautica, si riscontra la presenza di basso fondale, nello stesso specchio di mare solcato dal traghetto. Per questo motivo l’urto con il basso fondale è qualcosa più di un’ipotesi. Le indagini della capitaneria di porto in corso in queste ore dovranno accertare se, effettivamente, la nave sia andata ad urtare il fondale di fronte all’isolotto del Frate (nel punto più basso profondo 4,8 metri). Non solo. Dovranno spiegare il motivo per cui, non sappiamo se per una manovra errata del comandante o per altri problemi di natura tecnica, si sia tenuta una rotta diversa rispetto al solito. L’Autorità marittima sta attendendo in queste ore la documentazione tecnica del Registro navale italiano e quella della compagnia di navigazione che sta già provvedendo alla riparazione. L’area del porto di Portoferraio, compresa tra il molo 3 sud e 1 nord, è nel frattempo ancora interdetto. Mercoledì, in seguito alle ispezioni subacquee, sono satte rilevate 12 “cricche” (fratture) all’opera viva della nave, la parte di scafo immersa. Non è escluso che nelle prossime ore, se ve ne sarà bisogno, possa essere effettuato un sopralluogo subacqueo anche nello specchio di mare nel quale si è verificato l’impatto.
L’incidente in mare, per fortuna senza conseguenze, ha destato scalpore sull’isola.E sono in particolare i passeggeri di martedì mattina a volere delle risposte, anche per capire il rischio effettivo che hanno corso nel canale di Piombino. «Quando siamo giunti vicino a Palmaiola – racconta Marchetti – la nave ha virato per mettersi di poppa il mare di scirocco, durante la manovra sono volate diverse vettovaglie del bar e un cameriere ha agguantato un frigo-espositore che rischiava di cadere a terra. Poco dopo si è sentito un grande fracasso, tutto lo scafo ha vibrato come se la nave avesse urtato contro un ostacolo. Nel salone di prua si è sentita un’esalazione di gas, mentre nel ponte garage c'era un forte puzzo di nafta. Il traghetto si fermato per alcuni secondi e poi ha ripreso lentamente a navigare alla volta di Portoferraio». «Nessuno ha tranquillizzato i passeggeri – aggiunge Marchetti – fra l’altro lo stesso personale di bordo, interrogato dai viaggiatori, diceva di non sapere nulla. Questo ha generato preoccupazione».
Né la capitaneria di porto, né la compagnia di navigazione hanno fornito al momento una versione ufficiale sulla dinamica del sinistro e sul motivo per cui il traghetto abbia tenuto una rotta, registrata sul satellite, molto più schiacciata su Palmaiola. Incrociando il percorso della nave con i valori batimetrici riportati sulla carta nautica, si riscontra la presenza di basso fondale, nello stesso specchio di mare solcato dal traghetto. Per questo motivo l’urto con il basso fondale è qualcosa più di un’ipotesi. Le indagini della capitaneria di porto in corso in queste ore dovranno accertare se, effettivamente, la nave sia andata ad urtare il fondale di fronte all’isolotto del Frate (nel punto più basso profondo 4,8 metri). Non solo. Dovranno spiegare il motivo per cui, non sappiamo se per una manovra errata del comandante o per altri problemi di natura tecnica, si sia tenuta una rotta diversa rispetto al solito. L’Autorità marittima sta attendendo in queste ore la documentazione tecnica del Registro navale italiano e quella della compagnia di navigazione che sta già provvedendo alla riparazione. L’area del porto di Portoferraio, compresa tra il molo 3 sud e 1 nord, è nel frattempo ancora interdetto. Mercoledì, in seguito alle ispezioni subacquee, sono satte rilevate 12 “cricche” (fratture) all’opera viva della nave, la parte di scafo immersa. Non è escluso che nelle prossime ore, se ve ne sarà bisogno, possa essere effettuato un sopralluogo subacqueo anche nello specchio di mare nel quale si è verificato l’impatto.
L’incidente in mare, per fortuna senza conseguenze, ha destato scalpore sull’isola.E sono in particolare i passeggeri di martedì mattina a volere delle risposte, anche per capire il rischio effettivo che hanno corso nel canale di Piombino. «Quando siamo giunti vicino a Palmaiola – racconta Marchetti – la nave ha virato per mettersi di poppa il mare di scirocco, durante la manovra sono volate diverse vettovaglie del bar e un cameriere ha agguantato un frigo-espositore che rischiava di cadere a terra. Poco dopo si è sentito un grande fracasso, tutto lo scafo ha vibrato come se la nave avesse urtato contro un ostacolo. Nel salone di prua si è sentita un’esalazione di gas, mentre nel ponte garage c'era un forte puzzo di nafta. Il traghetto si fermato per alcuni secondi e poi ha ripreso lentamente a navigare alla volta di Portoferraio». «Nessuno ha tranquillizzato i passeggeri – aggiunge Marchetti – fra l’altro lo stesso personale di bordo, interrogato dai viaggiatori, diceva di non sapere nulla. Questo ha generato preoccupazione».
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