Il Tirreno

Mancano infermieri e operatori sanitari

Massimo Ferrucci e Daniela Boem
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Massimo Ferrucci e Daniela Boem

A denunciare la situazione il sindacato Fials: «Villamarina, carichi di lavoro impossibili. Domani assemblea a Livorno»

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PIOMBINO. Mancanza del personale infermieristico e operatori socio sanitari nell’ospedale di Villamarina.
A denunciare la situazione il sindacato Fials, con Daniela Boem e Emanuele Banti: «È mai possibile – affermano – che in tutti i reparti dell’ospedale e soprattutto in medicina e pronto soccorso dove l’elevato numero di accessi e ricoveri rende i carichi di lavoro insostenibili il personale sanitario sia costretto al salto sistematico del riposo, al prolungamento programmato dell’orario di lavoro, al blocco delle ferie. Ebbene sì. La direzione sanitaria zonale della val di Cornia e quella aziendale nord ovest lo hanno reso possibile».

Secondo quanto ricordano Daniela Boem e Emanuele Banti «la direzione aziendale ha negato al sindacato per tutto il 2017 il confronto sul fabbisogno di personale e così nelle corsie ospedaliere si sono ridotte le presenze giornaliere di operatori sanitari e tecnici con grave sofferenza per la riduzione dei livelli di assistenza garantiti».
«Alcuni dati – aggiungono i due rappresentanti Fials –: In medicina su 16 oss in organico in questo periodo solo 12 sono presenti a causa di lunghe malattie, infortuni e congedi parentali con il risultato di una significativa riduzione del personale nelle corsie e dei parametri di assistenza. Ma secondo i dirigenti infermieristici è tutto ok per cui è stata negata anche la richiesta del Fials di costituire una squadra apposita dedicata al trasferimento dei pazienti tra i reparti e verso la diagnostica, al trasporto di provette e reperti al fine di evitare al personale di corsia di lasciare continuamente il reparto per svolgere questi servizi esterni. In pronto soccorso – si sottolinea – l’organico del personale infermieristico e oss è sufficiente esclusivamente per garantire una turnazione routinaria, ma basta una malattia o un’assenza improvvisa per essere richiamati dal riposo o dalle ferie. Ma secondo i dirigenti infermieristici è tutto ok anzi stanno avanzando forme di cottimizzare del personale con un programma di rientri straordinario per le situazioni di emergenza modalità che poi diventerà routine».

«In ospedale di comunità per ricoprire la cronica carenza di operatori socio sanitari si ricorre molto spesso all’utilizzo del personale delle cooperative, ma questo non costituisce una forma di privatizzazione della sanità pubblica? – dicono ancora Daniela Boem e Emanuele Banti – Anche nel presidio di Campiglia la situazione non è migliore, il reparto regge ormai da troppo tempo con una presenza pomeridiana di oss limitata, con l’unico infermiere impegnato a fare da spola tra i due settori, con i terapisti costretti a lavorare senza poter usufruire della necessaria e costante collaborazione del personale oss. Per non parlare delle attrezzature ormai obsolete ed insicure, ad es. letti privi di sponde, un vero paradosso per un reparto che doveva rappresentare il “fiore all’occhiello” del servizio riabilitativo pubblico. A questi quotidiani disagi lavorativi aggiungiamo la perdita di un aumento stipendiale fisso e pensionabile per oltre il 42% dei dipendenti in servizio nella Val di Cornia forma evidente di discriminazione conseguenza dell’accordo sulle fasce economiche sottoscritto dalla Usl e dai sindacati confederali, ecco perché i lavoratori si mobiliteranno con un pullman in segno di protesta per partecipare all’assemblea indetta dal sindacato Fials il giorno 15 dicembre 2017 a Livorno – concludono – per le assunzioni, la stabilizzazione dei precari, contro le discriminazioni nell’escludere dalla fascia economica oltre 1100 dipendenti».
 

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