Il Tirreno

Comitato di Campiglia contro Comune e cave

di Francesco Rossi
Comitato di Campiglia contro Comune e cave

Dopo l’approvazione della variante urbanistica e 10 anni in più di coltivazioni Contestati anche i tecnici per Monte Valerio: «La modifica è illegittima»

3 MINUTI DI LETTURA





CAMPIGLIA. Secondo il Comitato per Campiglia lunedì 11 dicembre ci sarebbe stato l’arrivo anticipato dei “re magi” con dei regali per Cave di Campiglia s.p.a. e Sales s.p.a. Il Comitato si riferisce metaforicamente all’approvazione della variante urbanistica che permetterà a Cave di Campiglia l’attuazione di un piano di coltivazione che si estenderà fino al 2028, con uno spostamento di 10 anni rispetto alla scadenza originaria.

Come riportato da Il Tirreno, questa decisione è maturata a seguito dell’apertura di un tavolo di crisi, dove sono state valutate le conseguenze in termini occupazionali del rispetto della scadenza del 2018, insieme al fatto che in questi anni sono stati estratti meno metri cubi a causa della crisi; la scadenza del 2028, infatti, non intacca il totale di metri cubi che dovranno essere estratti, totale che rimane quello originario del piano di coltivazione del 2002. Il Comitato sostiene che «in termini monetari si può valutare il pacco di Natale in circa 120 milioni di euro di affari non sfumati senza che il comune ne tragga alcun beneficio». La parte maggiormente contestata dal Comitato, oltre al fatto che questo aveva presentato cinque osservazioni «che sono state tutte respinte», è l’inclusione tra i beneficiari della decisione anche della cava di Monte Valerio. «Solo Cave di Campiglia aveva denunciato una situazione di crisi che, in prossimità della scadenza della concessione, avrebbe costretto l’azienda a licenziare dieci addetti», afferma il Comitato, mentre Monte Valerio nulla aveva chiesto. «Così facendo – si prosegue – il sindaco a pochi mesi dall’uscita del nuovo piano regionale delle attività estrattive ha tolto alla regione qualunque possibilità di gestire il sistema estrattivo di Campiglia, che riveste un’importanza di livello regionale e non solo locale». Siccome le varianti al piano strutturale ed al regolamento urbanistico possono essere disposte dal consiglio (delibera di giunta 2015/115) solo se sono «di esclusivo interesse locale», ad avviso del Comitato per Campiglia la recente modifica sarebbe «illegittima». Contestati anche i tecnici comunali, perché avrebbero giustificato l’inclusione nel provvedimento delle Cave di Monte Valerio in questo modo: «Risulta irragionevole e sproporzionato, oltre che illegittimo, circoscrivere la modifica normativa alla sola cava di Monte Calvi». Così facendo i tecnici si sarebbero sostituiti ai politici, secondo il Comitato, perché «usando le parole irragionevole e sproporzionato cadono in una valutazione di tipo etico-politico inaccettabile, come quando essi parlano di illegittimità senza portare prove e riferimenti legislativi». Il Comitato per Campiglia chiude condannando «il modo di fare politica di un sindaco monocratico», e di nuovo con una metafora con cui si dice che «non solo i magi sono arrivati a Monte Calvi ed a Monte Valerio, ma anche che Ponzio Pilato se ne sta a Firenze e che il povero paesaggio di Campiglia è finito in croce».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze