Il Tirreno

Urto in mare per la Moby Niki, nessun danno ai passeggeri

La Moby Niki
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La Moby Niki

Il traghetto della compagnia elbana è fermo in banchina dalla mattina di martedì 13, in corso le indagini della Capitaneria per verificare le cause dell'incidente

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PORTOFERRAIO. Un colpo forte, poi come uno sfrigolio. E' quanto hanno avverito - martedì 12 alle 12 - i membri dell'equipaggio e i 138 passeggeri imbarcati a bordo della Niki, la nave della compagnia Moby Lines che stava navigando da Piombino a Portoferraio. Il sinistro, le cui cause sono tutt'ora misteriose, si è verificato in mezzo al canale di Piombino, nei pressi dell'isolotto di Palmaiola. In queste ore gli uomini della Capitaneria di porto di Portoferraio stanno indagando per ricostruire quanto accaduto.  Non è escluso, anche se è presto per trarre conclusioni, che la nave possa aver urtato una secca con la parte inferiore dello scafo. Ma i mlitari in queste ore hanno ascoltato i testimoni e attendono i risultati degli accertamenti tecnici per avanzare ipotesi concrete.

Fortunatamente l'evento non ha comportato alcuna conseguenza per l’equipaggio, ma soltanto dei danni all’opera viva (la parte immersa) dello scafo. La nave, ha comunque potuto proseguire la rotta verso il porto di Portoferraio, dove ha regolarmente ormeggiato al molo 3 sud e  dove ha sbarcato i veicoli e i passeggeri. Quindi è rimasta in banchina in attesa degli accertamenti della riparazione ella compagnia e dei rilievi della capitaneria e del Rina. 
Immediatamente, il nostromo del porto e il personale della Guardia costiera elbana sono saliti a bordo del Moby Niki per per  acquisire maggiori informazioni sull’accaduto. Inoltre, i militari hanno seguito le attività di controllo da parte di personale subacqueo che ha ispezionato l’opera viva della nave a banchina ed il posizionamento di  barriere galleggianti per scongiurare ogni potenziale pericolo di inquinamento delle acque portuali.
Infine, l’Autorità Marittima, oltre a prescrivere al comandante della nave di mettere in atto ogni precauzione per di evitare danni ambientali, con ripetuti pattugliamenti effettuati dalla dipendente motovedetta CP 553 e da un battello pneumatico si è accertato che non vi fosse sversamento in atto di sostanze inquinanti da parte della nave.
 

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