Il Tirreno

Traffico rifiuti: perquisite 7 aziende, coinvolta anche l’Aferpi di Piombino

di Matteo Leoni
Traffico rifiuti: perquisite 7 aziende, coinvolta anche l’Aferpi di Piombino

Indagate 13 persone con l'accusa di associazione per delinquere per lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Un traffico illecito di rifiuti pericolosi, messo a punto per risparmiare sui costi di smaltimento e, in alcuni casi, ricavare pure profitti, a scapito della sicurezza. Il meccanismo era portato avanti da un'organizzazione criminale, finita nel mirino dei carabinieri forestali coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze. Gli indagati, 13 in tutto, sono accusati di associazione per delinquere e traffico illecito di rifiuti. Le aziende finite nel registro degli indagati sono sette, tra cui le acciaierie Aferpi di Piombino (Livorno), al momento al centro di una crisi siderurgica ancora aperta. Toccata dall'inchiesta anche l'Ilva di Taranto, perquisita questa mattina sebbene non indagata.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.16237927:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2017/12/14/news/traffico-illecito-di-rifiuti-sei-arresti-1.16237927]]

 Le perquisizioni e le ispezioni, condotte anche dagli uomini della Capitaneria di Porto di Livorno, della sezione di pg dell'Arpat e dal Gico della finanza, sono state effettuate in Campania, Lombardia, Liguria, Lazio, Puglia e Toscana. Tra gli indagati ci sono i titolari delle aziende, ma anche figure di intermediari che avrebbero proposto alle ditte l'affare dello smaltimento low cost. Le persone al centro delle indagini sono attive nelle province di Firenze, Livorno, Taranto, Brescia e Bergamo.

I rifiuti ferrosi o legati al comparto delle acciaierie venivano dichiarati non pericolosi per evitare i costosi trattamenti a cui avrebbero dovuto essere sottoposti. In alcuni casi si arrivava perfino a negare la loro natura di rifiuti, facendoli passare per materie prime secondarie o semplice merce, buona per essere addirittura venduta ricavando un guadagno.

Spesso i rifiuti arrivavano anche dall'estero, per poi essere smaltiti illecitamente in Italia. Le perquisizioni di ieri e di oggi, che hanno interessato complessivamente 35 siti, dovrebbero aiutare a fare luce anche sui luoghi, in Italia, in cui poi venivano stoccati.

Le indagini partono da lontano, dagli accertamenti sulla Ecofirenze srl, sequestrata nel 2014 nell'ambito di un'altra inchiesta della procura di Firenze, sempre per smaltimento illecito di rifiuti. Alla Aferpi di Piombino gli inquirenti contestano un traffico illecito di rifiuti costituiti da scaglia di laminazione, carbone fossile, coke e ilmenite. Le altre aziende finite nel mirino degli investigatori sono la Effemetal di Firenze, attiva nel settore del recupero, trasformazione e commercio all'ingrosso di rottami ferrosi; la Effeservice srl di Firenze; la Raggi Nefal della provincia di Frosinone; la Nefal Sel di Roma; la Com.Sato di Gragnano (Napoli) e la Effe Due srl di Brescia.

Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero allestito e organizzato in modo seriale attività abusive di cessione, trasporto e ricezione di rifiuti speciali. In alcuni casi, con la complicità degli addetti agli impianti, i rifiuti pericolosi sarebbero stati miscelati e poi declassificati a semplice merce.

In questo modo venivano trasportati su tir non idonei, guidati da autotrasportatori sprovvisti dell'autorizzazione alla movimentazione di tali materiali. Alcune delle ditte avrebbero anche dichiarato operazioni di recupero mai effettuate.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web