Attenzione
Rischio licenziamento per 17 operaie delle mense
di Valeria Parrini
La Serenissima ha quantificato gli esuberi alle organizzazioni sindacali, domani sciopero e incontro al Mise anche per le lavoratrici delle pulizie
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PIOMBINO. Era nell’aria e si è materializzata. La Serenissima ha inviato ai sindacati la comunicazione ufficiale con cui quantifica 17 persone in più rispetto alle esigenze aziendali. Esuberi.
Su un totale di 27 dipendenti la società che gestisce la mensa Aferpi intende tagliarne ben più della metà. Una situazione resa ancora più drammatica dal fatto che con il 31 dicembre scadrà la cassa integrazione.
Per sollecitare una soluzione che si avvicini alla pari dignità con quella garantita ai dipendenti diretti di Aferpi, domani i sindacati si sposteranno a Roma. Al Ministero dello sviluppo economico, divisione ammortizzatori sociali. Perchè il problema è lì. Il Mise infatti, inizialmente aveva autorizzato la stessa durata della Cassa, in scadenza l’anno prossimo, anche alle imprese delle pulizie (impresa Cooplat) e della mensa ex Lucchini. Serenissima, appunto. Una sessantina di lavoratori, prevalentemente donne. Spesso capofamiglia. Dopo due mesi dal decreto attuativo, il settore legislativo del ministero aveva confermato un massimo di due anni, fissando di conseguenza la scadenza a fine mese.
In mancanza di una soluzione, nel giro di poco tempo le lavoratrici perderanno anche quel poco di lavoro che è rimasto. Sparendo l’ammortizzatore, è chiaro che anche le ditte, per quel poco che è rimasto in fabbrica, molleranno. O almeno ridurranno la manodopera. Nel caso delle mense, ritenendo sufficienti dieci operaie. Lo stesso numero che adesso si divide il lavoro a rotazione.
Sorte identica per la trentina di lavoratrici delle pulizie che hanno solo qualche mese in più per sperare. Nel loro caso la Cigs scadrà ad aprile.
Ora l’iter assegna a Serenissima e sindacati 45 giorni di tempo per confrontarsi sui criteri con i quali verranno individuati gli esuberi e capire se ci sono altre strade meno traumatiche da percorrere.
Dall’incontro di domani, a cui parteciperanno entrambe le aziende e il sindaco Massimo Giuliani, Ugl e Filcams Cgil si aspettano dal ministero la conferma degli impegni iniziali. In contemporanea hanno proclamato uno sciopero e attenderanno gli esiti insieme ad una delegazione di operaie. E’possibile che siano presenti anche alcune Rsu Aferpi.
«Passi la mancanza delle somme percepite in più dai dipendenti Aferpi, ma almeno la durata della copertura sia la stessa», dicono in sostanza i sindacati di categoria. Che, per riportare al centro l’attenzione sulla situazione, non hanno lasciato niente di intentato. Soprattutto non hanno lasciato niente di intentato le operaie. Dalle manifestazioni ai flash mob.
Su un totale di 27 dipendenti la società che gestisce la mensa Aferpi intende tagliarne ben più della metà. Una situazione resa ancora più drammatica dal fatto che con il 31 dicembre scadrà la cassa integrazione.
Per sollecitare una soluzione che si avvicini alla pari dignità con quella garantita ai dipendenti diretti di Aferpi, domani i sindacati si sposteranno a Roma. Al Ministero dello sviluppo economico, divisione ammortizzatori sociali. Perchè il problema è lì. Il Mise infatti, inizialmente aveva autorizzato la stessa durata della Cassa, in scadenza l’anno prossimo, anche alle imprese delle pulizie (impresa Cooplat) e della mensa ex Lucchini. Serenissima, appunto. Una sessantina di lavoratori, prevalentemente donne. Spesso capofamiglia. Dopo due mesi dal decreto attuativo, il settore legislativo del ministero aveva confermato un massimo di due anni, fissando di conseguenza la scadenza a fine mese.
In mancanza di una soluzione, nel giro di poco tempo le lavoratrici perderanno anche quel poco di lavoro che è rimasto. Sparendo l’ammortizzatore, è chiaro che anche le ditte, per quel poco che è rimasto in fabbrica, molleranno. O almeno ridurranno la manodopera. Nel caso delle mense, ritenendo sufficienti dieci operaie. Lo stesso numero che adesso si divide il lavoro a rotazione.
Sorte identica per la trentina di lavoratrici delle pulizie che hanno solo qualche mese in più per sperare. Nel loro caso la Cigs scadrà ad aprile.
Ora l’iter assegna a Serenissima e sindacati 45 giorni di tempo per confrontarsi sui criteri con i quali verranno individuati gli esuberi e capire se ci sono altre strade meno traumatiche da percorrere.
Dall’incontro di domani, a cui parteciperanno entrambe le aziende e il sindaco Massimo Giuliani, Ugl e Filcams Cgil si aspettano dal ministero la conferma degli impegni iniziali. In contemporanea hanno proclamato uno sciopero e attenderanno gli esiti insieme ad una delegazione di operaie. E’possibile che siano presenti anche alcune Rsu Aferpi.
«Passi la mancanza delle somme percepite in più dai dipendenti Aferpi, ma almeno la durata della copertura sia la stessa», dicono in sostanza i sindacati di categoria. Che, per riportare al centro l’attenzione sulla situazione, non hanno lasciato niente di intentato. Soprattutto non hanno lasciato niente di intentato le operaie. Dalle manifestazioni ai flash mob.
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