Il Tirreno

Cassa mutua dei metalmeccanici 

Integrativa in difficoltà, riaperte le iscrizioni

Integrativa in difficoltà, riaperte le iscrizioni

PIOMBINO. Cassa mutua integrativa in forte difficoltà. «Tanto - scrive il presidente Fabrizio Pennati - da spingere il consiglio direttivo a prendere una decisione che salvaguardi il più possibile il...

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PIOMBINO. Cassa mutua integrativa in forte difficoltà. «Tanto - scrive il presidente Fabrizio Pennati - da spingere il consiglio direttivo a prendere una decisione che salvaguardi il più possibile il mutualismo piombinese, frutto della nostra tradizione operaia».

A partire dal mese di gennaio 2018, tutti gli ex dipendenti, pensionati e non, della Lucchini, della Dalmine e delle ditte dell'indotto convenzionate con la Cmi, che non sono mai stati iscritti o che hanno cessato da tempo l'iscrizione potranno rientrare pagando una quota pari all'1% dell'imponibile Irpef.

«Per quanti hanno sempre sostenuto la Cassa Mutua Integrativa, pagando annualmente la quota, il contributo versato continuerà ad essere dello 0,65%», aggiunge Pennati.

Di sicuro parliamo di una struttura storica, che ha svolto e svolge un ruolo importante per la città e il comprensorio da un secolo a questa parte. Conta circa 8.000 tra soci paganti e familiari, svolge annualmente una media di 3.000 esami strumentali e 4.200 visite specialistiche. Cifre che dicono chiaramente l’importanza del ruolo svolto nel panorama sanitario locale.

Gli eventi di questi ultimi mesi, dunque, hanno messo in grave difficoltà un ente senza fine di lucro che si mantiene con i contributi di tutti gli associati. Dal mese di luglio, da quando parte del pagamento dei dipendenti dello stabilimento è a carico dell'Inps, l’Integrativa ha perso circa 31.000 euro, poiché l'Inps non è autorizzata ad effettuare la relativa trattenuta in suo favore. Si prevede quindi, a fine anno, una perdita di 50.000 euro.

«In più - spiega il presidente - l'iscrizione obbligatoria ad una assistenza integrativa, (individuata da Aferpi e sindacati in Metasalute ndr) prevista dal contratto nazionale dei metalmeccanici, è andata ad aggravare la già difficile situazione economica, in quanto da ottobre la Cmi non riceve più la quota aziendale di Aferpi, Piombino Logistic e Gsi. Per fortuna ci sono ditte in controtendenza come Dalmine, Comimp e Bertocci che continuano a versare la quota aziendale prevista per ogni lavoratore».

Entro la fine di dicembre è previsto un incontro tra le parti per la definizione del contratto di armonizzazione. «In sede di contrattazione - chiude Pennati - abbiamo richiesto ai sindacati di sollecitare il rispetto dell'accordo di secondo livello, il quale prevede il pagamento della quota aziendale e di impegnarsi affinché la trattenuta in nostro favore sia calcolata sulla retribuzione totale e non più sull’imponibile Irpef».(v.p.)

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