Sicurezza
Dall’Elba alla Scala, la danza irresistibile di Luisa Baldinetti
Portoferraiese doc, ha lasciato l’isola per inseguire il suo sogno. Da anni lavora e fa spettacoli di qualità nei teatri di tutto il mondo
PORTOFERRAIO. Ha finito da poco il suo impegno all’Opéra Royal de Wallonie Liège, prima era stata chiamata al Teatro alla Scala di Milano per il Tamerlano con protagonista il celebre tenore Placido Domingo. Lei è coreografa e danzatrice sopraffina ed è portoferraiese. È ora che l’Elba lo sappia, vista anche la riservatezza della nostra artista, che calca palcoscenici di livello internazionale. Lei è Luisa Baldinetti, ormai decisamente affermata, che va ad arricchire la tradizione del mondo dello spettacolo elbano di qualità.
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Luisa è una star emergente e vediamo in estrema sintesi il suo percorso, a partire dai suoi primi passi nella danza. «Ho iniziato da bambina – ci ha detto – all’Elba, con Simona Bernardi poi con Alexandra Elisabeth Johnston e dopo essermi diplomata al liceo Foresi di Portoferraio, ho lasciato la mia bella isola per sviluppare la mia passione di danzatrice. Mi sono perfezionata in Russia all’Accademia Vaganova di San Pietroburgo e mi sono diplomata in Italia nel 1997, sotto la guida dell’ètoile Marga Nativo. Dopo aver lavorato per alcuni anni come interprete del balletto classico, ho approfondito la danza contemporanea e il teatro-danza». E lo ha fatto con coreografi importanti di livello internazionale tra i quali Susan Sentler (Laban Center London), Giovanni Di Cicco (danse ensemble Deos) e Fernando Suels (Tanztheatre Wuppertal Pina Bausch).
Le sue esperienze professionali comprendono anche teatro di prosa, scherma antica e moderna, arti marziali, flamenco, tango argentino e danza aerea su tessuti. Nel 2000 si avvicina al mondo della lirica conseguendo, con il massimo dei voti, il diploma europeo con qualifica professionale internazionale di Mimo d’Opera e approfondendo in seguito anche lo studio del canto.
«Sono rimasta stregata da questa forma d’arte – commenta Luisa – che, partendo dalla musica, mia grande passione, mette insieme tutti i linguaggi artistico-creativi». Così inizia una vertiginosa carriera nell’ambiente arrivando a dedicarsi anche alla regia e in particolare dal 2012 collabora stabilmente con il Teatro Carlo Felice di Genova, ideando e realizzando, per il massimo genovese, produzioni di teatro musicale in occasione delle celebrazioni di grandi della musica come Wagner, Gluck, Paganini ed altri. Nel suo palmares c’è anche l’exploit al Teatro Regio di Torino dove ha creato le coreografie per “I Vespri Siciliani” di Verdi, spettacolo di apertura delle celebrazioni per l’Unità d’Italia, trasmesso dalla Rai e premiato come “miglior evento musicale dell’anno”, dalla rivista internazionale Musical America. Oppure “La Favorite” di Donizetti al Gran Teatro La Fenice di Venezia pure trasmesso dalla Rai e nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Poi ancora il Teatro alla Scala di Milano, l’Opera de Lyon, il Rossini Opera Festival, l’Innsbrucker Festwochen der Alten Musik e moltissimi altri fino ai recenti successi al Palau de les Arts Reina Sofia in Valencia e all’Opéra Royal de Wallonie in Liège. Collabora con registi tra i più affermati nell’ambiente, tra i quali Ermanno Olmi, Giuliano Montaldo, Mario Martone, Hugo De Ana, Robert Carsen, Peter Stein, Davide Livermore e molti altri.
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Luisa ha saputo anche abbinare la sua creatività ad una causa sociale ed umanitaria importante, per cui dal 2010 collabora con il prestigioso Istituto Pediatrico Gaslini di Genova, grazie al progetto da lei stessa ideato “Teatro-Danza Box ©” attuato in stretta collaborazione con lo staff medico e che consiste nell’utilizzo di un linguaggio teatrale, musicale e corporeo a fini terapeutici. Alcuni dei bambini seguiti nel progetto vengono coinvolti anche all’interno di spettacoli professionistici con risultati eccezionali. «Danzando – ci ha detto – l’uomo si libera, crea ed esprime con il suo stesso corpo senza bisogno di materia o di parola. I confini che l’umanità ha costruito nel corso della sua evoluzione, tra corpo e anima, tra socialità e individualismo, tra gioco, culto e lotta, nella danza e nella musica si annullano, Si arriva all’essenza».
«Sono innamorata della musica e di tutte le forme di espressione artistica – conclude – Sempre curiosa e appassionata, nel mio piccolo cerco di trasmettere questo amore, nel lavoro come nella vita. Tutti devono poter godere di questa gioia. Un passo alla volta, credo che attraverso la bellezza si possa davvero salvare il mondo».
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