Natale e Capodanno in campeggio
Il Valle Santa Maria di Lacona apre i battenti per le feste. Rotellini: «È faticoso, ma ne vale la pena»
LACONA. E tre. Con questa è la terza volta che i proprietari del camping Valle Santa Maria (la famiglia Rotellini) aprono la loro struttura ricettiva (bungalow, appartamenti e naturalmente campeggio) alla clientela nel periodo natalizio. È la dimostrazione che esiste una richiesta di tenere aperte le aziende turistiche (oltre ai Rotellini esistono altri imprenditori che lo fanno) da parte della clientela. In massima parte costituita da ospiti tedeschi, ma anche svizzeri e austriaci, senza però dimenticare gli italiani.
In definitiva c’è un numero crescente di persone che ama trascorrere il periodo natalizio e celebrare il Capodanno all’Elba. «L’ultima volta che il nostro camping è rimasto aperto – dice Gabriele Rotellini che insieme con la moglie Jeanette gestisce la struttura di Lacona – abbiamo avuto oltre 150 ospiti, la maggior parte stranieri ma anche italiani. Ce lo chiedono i nostri stessi clienti, i più affezionati visto e considerato che si sono trovati bene nelle passate occasioni. Ma non è un lavoro facile. Occorre prepararlo per avere clienti fin dalla precedente estate, quando il nostro camping funziona a pieno regime. Cominciamo a dire ai clienti che saremo aperti per Natale e Capodanno, e loro sono felici».
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Un impegno che costa fatica. E neppure lo nasconde Rotellini, che partecipa fra l’altro al “Progetto del cuore” grazie al quale sono invitati giornalisti svizzeri e tedeschi all’Elba allo scopo di far conoscere le eccellenze elbane. Aprire fuori stagione è faticoso. Al punto che l’esperimento non è sistematicamente proposto ogni anno. Bensì un anno sì e uno no. «Anche noi abbiamo bisogno – ammette – di riposarci un tantino dalle fatiche estive. Riaprire dopo neppure un mese e dieci giorni (Valle Santa Maria chiude l’attività entro la prima decade di novembre, ndr) non è cosa semplice. Per i bungalow e gli appartamenti si fa anche piuttosto presto a sistemarli e a renderli presentabili ai nuovi clienti. Semmai il lavoro più tosto consiste nel preparare le aiuole per i campeggiatori. Se poi succede come in questi giorni che si leva vento annullando la pulizia che intanto avevamo già fatto, si capisce subito che ci aumenta il lavoro. Per questo, ci prendiamo un anno sabbatico».
Intanto si lavora al Santa Maria. Dovrà essere tutto pronto e addobbato come si deve, perché dovrà essere ricordato ai clienti che siamo nel periodo natalizio, creando anche la porta d’ingresso con l’immancabile vischio e i cappelli rossi e bianchi di Babbo Natale. Come vuole la tradizione e come si aspettano i clienti. Il 23 dicembre, comunque, tutto dovrà essere pronto per l’accoglienza. Poi, il giorno dopo l’Epifania, si abbassano le saracinesche. Ma cosa si proporrà alla clientela in questo periodo in cui il mare non la farà da padrone? «Stiamo facendo una ricognizione sull’Isola – continua sempre Rotellini – per conoscere i locali d’intrattenimento aperti in questo periodo, i ristoranti e così via. Poi dal 28 dicembre fino al 4 gennaio che sono i giorni di massima affluenza, stiamo preparando un calendario di visite come quelle alle miniere di Calamita e di Rio Marina, al castello del Volterraio, e alle fortezze Medicee di Portoferraio, alle visite dei centri storici elbani e ai mercatini di Natale. Poi, il clou di Capodanno, la festa sulla spiaggia con il primo tuffo di stagione in mare. La destagionalizzazione, dunque è possibile. Destagionalizzare? È necessario che, come noi e pochi altri, i rimanenti ci provino e ci credano nell’esperimento. E’ tempo – conclude – di passare dalle parole ai fatti, se si ama l’Elba».
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