Il dolore
«Papa Francesco, confido in te»
di M.Antonietta Schiavina
Il commovente appello in tv di Sandra Pacchini, la sanvincenzina da cinque anni malata di Sla
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SAN VINCENZO. Sandra aveva un desiderio: inviare un messaggio a Papa Francesco per chiedere la sua benedizione. Nel giorno dell’Immacolata lo ha fatto dagli schermi Rai della “Vita in diretta”.
Sandra Pacchini, 51 anni, malata di Sla da quando ne aveva 46, parla col mondo attraverso un computer che aziona con gli occhi, l’unico movimento che il corpo ingabbiato dalla malattia le permette di fare. La sua storia l’ha raccontata Il Tirreno qualche mese fa, quando la madre si è rivolta al giornale perché il prezioso computer si era rotto e quello nuovo tardava ad arrivare: da sei mesi Sandra era senza l’amico tecnologico che riportava la sua voce e le sue sensazioni, i suoi pensieri, i suoi malesseri, i suoi desideri. Prima che la Sla la colpisse, Sandra lavorava in un albergo di San Vincenzo e allenava la squadra femminile di pallavolo. Poi, un maledetto giorno, dopo averle dato i primi segnali, da principio non riconosciuti dai medici, è arrivata per lei la diagnosi infausta.
Una diagnosi che avrebbe annientato chiunque. Ma non Sandra che, aiutata dall’amore di mamma Loriana, dalla tenerezza della figlia 18enne Martina, dalla solidarietà dei tanti amici, e da un carattere indomito, non si è arresa al destino.
Quando, grazie all’appello del Tirreno, ha ottenuto un nuovo lettore vocale, è uscita dalla sua prigione, ricominciando a “parlare” con chi le stava vicino, a interagire col mondo attraverso i social, a dialogare con gli amici di facebook. A vivere nonostante tutto. Come ha raccontato con molta delicatezza la giornalista della “Vita in diretta” Donatella Cupertino, arrivata in casa Pacchini, e come ha spiegato il conduttore Marco Liorni che, dagli studi Rai, ha commentato la storia in diretta insieme a don Marco e Irene Pivetti, che ha sottolineato il valore giocato dall’informazione sulla vicenda: «È bello che ci sia chi, pur facendo un lavoro che punta su cose più di clamore, mostri anche attenzione e sensibilità verso i bisogni delle persone».
Commossi mamma Loriana e gli amici seduti nel salottino della casa di Sandra, riuniti per dare forza all’appello che la donna ha rivolto a Papa Francesco. Parole un poco gracchianti per l’effetto del sintetizzatore vocale che ha tradotto in suoni le lettere comparse sul pc: «Santità – ha scritto la Pacchini – so che è molto impegnato e che aiuta ogni giorno le persone che come me, nonostante tutto credono che qualcosa di importante e concreto possa realizzarsi. Per questo confido in lei, in una parola di conforto e supporto come lei solo sa dare». Un messaggio che arriverà senz’altro al Papa, come ha auspicato Liorni, commosso di fronte alle parole di una donna che non si piange addosso, ma cerca di trovare la forza per andare avanti. Per se stessa, per mamma Loriana e per la sua Martina, la figlia adorata, che nel giorno del cinquantunesimo compleanno di Sandra ha scritto su facebook: «Sono orgogliosa di te mamma, ogni giorno, perché vederti combattere, mi dà ancora più forza. Combatterò sempre al tuo fianco, perché lo sai, a me e a te non ci butta giù nessuno».
Sandra Pacchini, 51 anni, malata di Sla da quando ne aveva 46, parla col mondo attraverso un computer che aziona con gli occhi, l’unico movimento che il corpo ingabbiato dalla malattia le permette di fare. La sua storia l’ha raccontata Il Tirreno qualche mese fa, quando la madre si è rivolta al giornale perché il prezioso computer si era rotto e quello nuovo tardava ad arrivare: da sei mesi Sandra era senza l’amico tecnologico che riportava la sua voce e le sue sensazioni, i suoi pensieri, i suoi malesseri, i suoi desideri. Prima che la Sla la colpisse, Sandra lavorava in un albergo di San Vincenzo e allenava la squadra femminile di pallavolo. Poi, un maledetto giorno, dopo averle dato i primi segnali, da principio non riconosciuti dai medici, è arrivata per lei la diagnosi infausta.
Una diagnosi che avrebbe annientato chiunque. Ma non Sandra che, aiutata dall’amore di mamma Loriana, dalla tenerezza della figlia 18enne Martina, dalla solidarietà dei tanti amici, e da un carattere indomito, non si è arresa al destino.
Quando, grazie all’appello del Tirreno, ha ottenuto un nuovo lettore vocale, è uscita dalla sua prigione, ricominciando a “parlare” con chi le stava vicino, a interagire col mondo attraverso i social, a dialogare con gli amici di facebook. A vivere nonostante tutto. Come ha raccontato con molta delicatezza la giornalista della “Vita in diretta” Donatella Cupertino, arrivata in casa Pacchini, e come ha spiegato il conduttore Marco Liorni che, dagli studi Rai, ha commentato la storia in diretta insieme a don Marco e Irene Pivetti, che ha sottolineato il valore giocato dall’informazione sulla vicenda: «È bello che ci sia chi, pur facendo un lavoro che punta su cose più di clamore, mostri anche attenzione e sensibilità verso i bisogni delle persone».
Commossi mamma Loriana e gli amici seduti nel salottino della casa di Sandra, riuniti per dare forza all’appello che la donna ha rivolto a Papa Francesco. Parole un poco gracchianti per l’effetto del sintetizzatore vocale che ha tradotto in suoni le lettere comparse sul pc: «Santità – ha scritto la Pacchini – so che è molto impegnato e che aiuta ogni giorno le persone che come me, nonostante tutto credono che qualcosa di importante e concreto possa realizzarsi. Per questo confido in lei, in una parola di conforto e supporto come lei solo sa dare». Un messaggio che arriverà senz’altro al Papa, come ha auspicato Liorni, commosso di fronte alle parole di una donna che non si piange addosso, ma cerca di trovare la forza per andare avanti. Per se stessa, per mamma Loriana e per la sua Martina, la figlia adorata, che nel giorno del cinquantunesimo compleanno di Sandra ha scritto su facebook: «Sono orgogliosa di te mamma, ogni giorno, perché vederti combattere, mi dà ancora più forza. Combatterò sempre al tuo fianco, perché lo sai, a me e a te non ci butta giù nessuno».
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