Il Tirreno

Case popolari, giro di vite contro gli abusi

Claudia Guarino
Uno sfratto in una foto d'archivio
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Uno sfratto in una foto d'archivio

Già 300 accertamenti, in alcuni casi decretata la decadenza. I primi appartamenti recuperati saranno riassegnati in aprile

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PIOMBINO. Un sistema di controlli strutturato e periodico, che è portato avanti attraverso un lavoro di concertazione tra uffici comunali, polizia municipale e Casalp, l’ente gestore dell’edilizia residenziale pubblica sul territorio. Perché, a maggior ragione in un periodo di crisi come quello attuale, «è importante assicurarsi che le case popolari siano assegnate a chi ne ha veramente bisogno - afferma l’assessora alle politiche sociali del Comune di Piombino, Margherita Di Giorgi - Chiediamo, in tal senso, anche la collaborazione dei cittadini per segnalare eventuali abusi».

Dall’inizio della crisi a oggi, la morsa dell’emergenza abitativa su Piombino non ha smesso di stringersi. Nel 2017 ci sono stati 85 sfratti segnalati all’ufficio casa del Comune e nella lista per ottenere un’abitazione d’emergenza ci sono ancora famiglie in attesa. E’ stato pubblicato, intanto, il bando per la formazione di una nuova graduatoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, che sono 900 in tutto il territorio del Comune, ma solo venti risultano attualmente quelli liberi, alcuni dei quali da sottoporre a manutenzione.

«E’ giusto che a usufruire delle case popolari siano coloro che ne hanno i requisiti – dice Di Giorgi - Per smascherare eventuali abusi abbiamo quindi realizzato vari controlli, che proseguiranno nel tempo». Dal primo settembre al cinque dicembre, in particolare, il Comune, attraverso l’ufficio contenzioso, ha effettuato una serie di accertamenti e ha emesso 68 inviti di presentazione al medesimo ufficio ad altrettanti nuclei familiari.
Ventotto di essi sono risultati morosi, mentre per gli altri 40 è ancora in corso la fase di verifica. Altri 22 accertamenti sono stati richiesti da Casalp e 193 controlli sono stati attuati, a tappeto, dalla polizia municipale, coordinata dagli uffici casa e contenzioso del Comune.

Questi ultimi controlli sono avvenuti, nel periodo da giugno a dicembre, in via Ferrer, piazza Dante, via della Capriola, via Grosseto, via Dalmazia, via de Nicola, via Tobagi, via Indipendenza, via Sardegna, via Colombo e località Casette Minime. «In questi casi – sottolinea Di Giorgi – siamo ancora nell’ambito dell’accertamento, perché ogni controllo richiede un minimo di tre accessi.

L’istruttoria arriverà in un secondo momento. I vari controlli hanno finora portato a 7 accertamenti di decadenza per i quali sono già state emanate le relative determine dirigenziali e a 4 comunicazioni di avvio del procedimento di decadenza per non stabile occupazione dell’immobile o per morosità che continua nel tempo. E’ stata inoltre emanata un’ordinanza di sgombero. Saranno recuperati alcuni alloggi e, almeno quattro, saranno riconsegnati entro metà aprile».

Ciò che porta alla decadenza del diritto a soggiornare nell’alloggio popolare è, ad esempio, l’assenza della persistenza dei requisiti o la morosità superiore a sei mesi. Aspetti questi sui quali può essere operata una verifica. Altri controlli vengono attuati, grazie all’aiuto della Guardia di finanza, a partire dalle banche dati dell’Agenzia delle entrate, sulle autocertificazioni dei redditi. In questo caso l’accertamento della violazione non comporta la decadenza immediata dal diritto di occupare l’immobile, ma implica il pagamento di una sanzione amministrativa o, nei casi più gravi, sfocia nel penale.

L’eventuale sgombero dell’immobile segue la relativa ordinanza emessa dal Comune. A Piombino gli amministratori hanno più volte ribadito l’intenzione di rendere più imponenti le verifiche e, adesso, Di Giorgi assicura che «il controllo periodico diventerà un metodo».

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