Il Tirreno

Presto la prima pietra per il dissalatore di Mola

di Antonella Danesi
Il convegno sull'acqua
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Il convegno sull'acqua

Asa e Autorità idrica vanno avanti nonostante le proteste del comitato

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PORTOFERRAIO. «Arrivati a questo punto, dopo la conferenza dei servizi e dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni richieste noi dobbiamo procedere con la posa della prima pietra». Il presidente di Asa Andrea Guerrini è stato chiaro con il pubblico che ha partecipato all’incontro sul futuro dell’acqua all’Elba, ma che è diventato una sorta di confronto – scontro sul dissalatore a Mola.

Il problema è sempre lo stesso: l’autonomia idrica dell’Elba di cui si parla anche nel piano d’ambito e che muoverebbe i primi passi con il dissalatore, per arrivare a fine percorso con un secondo dissalatore o con la realizzazione della seconda condotta sottomarina (ipotesi preferita da Asa). «L’obiettivo è che gli elbani possano disporre dell’acqua sia in quantità che in qualità – ha spiegato Gianni Anselmi, consigliere regionale Pd, organizzatore dell’incontro di giovedì pomeriggio nella sala della provincia a cui erano presenti Asa, l’Autorità Idrica Toscana, il consorzio di Bonifica e l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni – di tutta l’acqua che serve dal 1 gennaio al 31 dicembre. Per questo deve essere fatto un lavoro strutturale e non un tamponamento di breve periodo che non risolve la situazione».

Asa quindi ha intenzione di procedere per realizzare la struttura autorizzata. Previsione che non accettano alcuni residenti nella zona che hanno chiesto un’ulteriore riflessione sull’opportunità del progetto. «L’unica cosa che possiamo apportare – ha detto Guerrini – sono alcune modifiche in fase di realizzazione del progetto esecutivo e la possibilità di far compiere ulteriori migliorie a chi vincerà la gara».

Rassicurazioni che non hanno calmato alcuni presenti in sala. «Se avete già tutto deciso è inutile che ci mettiamo qui a discutere», è stato il commento, fino ad arrivare al famoso “non nel mio giardino” di Luciano Geri. “Il dissalatore fatevelo a casa vostra. Non mi fido di voi – ha gridato – perché le stesse rassicurazioni mi sono state date per l’impianto del Buraccio, ed avevo ragione io a non volerlo. Mi ha dato ragione anche il tribunale». Presente anche il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari che, con un accorato intervento, ha spostato l’attenzione sugli stoccaggi di acqua «che – ha detto – non ho visto compresi in nessuna ipotesi fatta in questo tavolo». «Vi invito – ha suggerito – a prendere in esame l’ipotesi della prospettiva di stoccare l’acqua prodotta del dissalatore, su cui non entro nel merito. Un suggerimento per ragionare a tutto campo». Marco Mantovani, presidente della Fondazione Isola d’Elba, aveva annunciato l’intenzione di organizzare un incontro sullo stesso tema, per questo invitato all’appuntamento di giovedì. Ieri ha puntato l’attenzione sulle tariffe dell’acqua molto care rispetto ad altre realtà italiane. «Vero che la tariffa è più cara che da altre parti – ha spiegato Guerrini – ma nel territorio elbano dobbiamo realizzare impianti sovradimensionati per le presenze estive».

Tra l’altro è stato rimarcato che parte dei costi del dissalatore da realizzare a Mola saranno coperti dalle tariffe idriche di tutta la provincia, non solo di quelle degli elbani. Ultima piccola polemica quella del sindaco Ferrari con l’assessore Fratoni che alle 17.10 ha abbandonato l’incontro per prendere la nave, per impegni pregressi sul continente. «E’sempre così – ha detto il primo cittadino portoferraiese – i politici vengono, ma poi il problema è la nave».

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