Il Tirreno

Diritto e lavoro 

Giovedì l’incontro con Menapace e Maddalena

PIOMBINO. Diritto e lavoro nelle crisi industriali: Costituzione della Repubblica, condizione operaia, tutela delle collettività e del territorio all'epoca delle Multinazionali. Di questo si parlerà...

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PIOMBINO. Diritto e lavoro nelle crisi industriali: Costituzione della Repubblica, condizione operaia, tutela delle collettività e del territorio all'epoca delle Multinazionali. Di questo si parlerà giovedì alle 16 al Centro giovani. Relatori, il professor Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, presidente della associazione “Attuare la Costituzione”, e Lidia Menapace, staffetta partigiana, saggista, senatrice della Repubblica nella quindicesima legislatura), membro del Comitato nazionale Anpi.

Promuovono l’incontro le associazioni Attuare la Costituzione, Coordinamento Art. 1– amping CIG, Restiamo Umani, Lavoro, Salute e Dignità e Legambiente. Hanno aderito l’associazione Ruggero Toffolutti e il Laboratorio delle Idee

«La Costituzione - si legge in una nota - ha le sue radici nella vasta unità di popolo che si realizzò nella guerra di Liberazione contro il nazi-facismo, e ancora ci lancia attualissimi messaggi di solidarietà e progresso sociale. La vittoria del “No” al recente referendum ha dimostrato che quei messaggi sono profondamente radicati nel popolo e nella cultura italiana. Tutto ciò è di particolare attualità per Piombino e la Val di Cornia per il serrato dibattito che sta accompagnando la crisi profonda del locale stabilimento siderurgico. Come affrontare il complicato rapporto tra pubblici poteri e multinazionali dell' Acciaio che, in assenza di una qualsiasi politica industriale nazionale, mettono a repentaglio l'ambiente, il territorio, l'occupazione, salario e i diritti dei lavoratori»?

«L'iniziativa economica - si aggiunge - “non può svolgersi in contrasto con l' utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. La proprietà privata è riconosciuta dalla legge, “che ne determina i modi di acquisto, di godimento, e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale ...”. La tutela giuridica della proprietà privata è “condizionata” al perseguimento della funzione sociale, cioè di fini di utilità sociale per tutto il popolo. Qualora vengano meno detti fini, il popolo ridiventa proprietario collettivo di quei beni. Nella nostra drammatica realtà siamo particolarmente sensibili al tema di come possa concretamente tradursi il dettato Costituzionale nella gestione delle crisi industriali».

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