Il Tirreno

Luci anche all’ingresso di Piombino

di Cecilia Cecchi
Luci anche all’ingresso di Piombino

Oltre 200 gli esercenti che hanno contribuito. Il vicesindaco: «Grazie dell’aiuto per la luminaria, nonostante le difficoltà»

4 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Luci, anche quest’anno, per salutare le festività natalizie. Mille peripezie, poi commercianti, Pro Loco e Comune alla fine ce l’hanno fatta e per l’8 dicembre.

Ma per una bella fetta di Piombino social il verdetto – già emesso – è negativo: meglio prima (ma prima quando), soprattutto altrove. Eppure nessuno si tira indietro, neppure il Comune: alla fine pure l’ingresso della città sarà illuminato. «La luminaria 2017? – commenta sorridendo Marì Carnesecchi ( “CarMa Multibrand”) che molto si è data da fare con Simone Anastasia (Pro Loco) – Almeno aspettare di vederla accesa no? ! Siamo arrivati tardi rischiando per la prima volta di restare senza: purtroppo i contributi scarseggiano anche da parte delle grandi aziende. I commercianti hanno fatto il massimo, ovunque: siamo oltre 200». Proprio i commercianti (che come ricordano sempre e ovunque “ammortizzatori sociali non ne hanno”) non accettano di essere additati come responsabili della buona o cattiva riuscita delle attività in città.

«Siamo sempre più in difficoltà a tirare avanti perché la crisi non risparmia nessuno – dice Laura Doni ( “Caffetteria del corso”)–. Per alcuni generi anche 80 euro pesano... Piombino è di tutti e tutti dovrebbero contribuire». Magari con 50 centesimi la mattina prima di prendere un caffè, potrebbe essere un’idea per il novembre 2018.

Per Lea Pavin (DDf Motor col marito Fabrizio Del Dottore) inaccettabile che all’ingresso di Piombino a far luce fosse solo il suo negozio: « “Effetto Bosnia” che si ripete – ricorda –. Solo noi, ormai e da tantissimi anni “illuminati” tutto il giorno, ora con gli addobbi natalizi, che messaggio di benvenuto...! Abbiamo sempre partecipato, da quando esiste la luminaria, anche occupandomi io della raccolta: ma quest’anno siamo arrivati a malapena al 60%...». Però questo buio è risultato inaccettabile pure in Comune. E luce sarà: l’assicurazione arriva dal vicesindaco e assessore alle attività produttive Stefano Ferrini «ma non tutta la via... non è possibile. Considerando il periodo di difficoltà anche per i commercianti: tirare fuori 80 euro, da aggiungere a tutte le altre spese da mettere in conto non è semplice. Ringrazio tutti quelli che hanno aderito e anche quelli che non ce l’hanno fatta. Proprio per rispetto di quanti si sono impegnati, nelle riunioni fatte con le associazioni di categoria e Pro Loco è stato deciso di applicare rigorosamente la regola dell’80%: ossia dove non vi fosse una partecipazione delle attività pari all’80% non avremmo illuminato la strada. Per viale Unità d’Italia – sottolinea Ferrini – essendo il nostro biglietto da visita e limitatamente a quell’area, l’amministrazione si farà carico di dare un “benvenuto illuminato”».

Indicazioni di commercianti, cittadini o idee come quelle del nascente comitato “salviamo Piombino” possono valere più di mille polemiche.

«Capisco e condivido in pieno l’intento di questo comitato, nato per darci indicazioni: assicuro la massima disponibilità a un confronto che porti a concretizzare idee. Intanto, con le associazioni di categoria, andremo a breve a firmare un protocollo d’intesa – spiega – per concertare azioni che possono avere riflessi sul mondo del commercio e dell’artigianato: ad esempio per affrontare con l’assessore Capuano il piano della mobilità, valutando, insieme, i cambiamenti legati a un senso unico o una crescita della ztl. Altro esempio concreto – aggiunge – le autorizzazioni per fare lavori su strade o edifici che implichino installazione di cantieri, per rendere meno impattanti e creare meno disagi possibile alle attività che insistono sulle stesse aree. Poi c’è il tema dell’animazione: lo scorso anno abbiamo investito risorse su eventi in periodi destagionalizzati come Carnevale o Halloween, e faremo altrettanto cercando altre opportunità per vivere la città. Ma occorre portare a termine impegni assunti nel piano triennale come la progettazione e realizzazione di un nuovo arredo per corso Italia, pure per gli step successivi da piazza Verdi. Occorre lavorare per far emergere quella ricettività a fini turistici oltre le strutture alberghiere: bed & breakfast, affittacamere con normative anche incentivanti sia dal punto di vista fiscale che urbanistico. Tra le azioni di più lungo respiro? La formazione: in questo caso con l’assessore regionale Cristina Grieco stiamo definendo un protocollo d’intesa che coinvolga associazioni di categoria, sindacati, scuole e centro per l’impiego. Lavorando a stretto contatto le richieste del mercato reale devono essere più vicine a chi si prepara per il futuro . Con bandi regionali adeguati. Percorso complesso, in varie fasi, ma dobbiamo accelerare – conclude – per dare risposte a una città che deve cambiare, diversificandolo, il proprio modello di sviluppo».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa