Il Tirreno

Andrea Manciulli eletto presidente del Gsm

Terrorismo jihadista: il “Gruppo speciale sul Mediterraneo” unisce i paesi delle due sponde

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PIOMBINO. Nuovo prestigioso incarico per il deputato piombinese Andrea Manciulli. Durante il seminario del Gruppo Speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente (Gsm) dell’Assemblea parlamentare della Nato che si è tenuto a Roma ieri e giovedì, è stato eletto per acclamazione presidente del gruppo stesso. L’evento era promosso dalla delegazione italiana all’Assemblea Nato e si è tenuto nell’aula di Montecitorio ed era articolato in cinque sessioni: la situazione in Libia e Nord Africa; la crisi migratoria; la situazione in Siria ed Iraq; la minaccia terroristica per l’Europa e i Balcani occidentali; la prevenzione della radicalizzazione e il contrasto all’estremismo violento.

A Roma erano presenti oltre 150 parlamentari in rappresentanza di 35 Paesi, fra i quali membri della Nato, associati, Paesi del Golfo e della sponda Sud del Mediterraneo. Tra questi Algeria, Arabia Saudita, Armenia, Bahrein, Bosnia Erzegovina, Ciad, Cipro, Egitto, Emirati arabi, Georgia, Giordania, Israele, Kosovo, Kuwait, Marocco, Consiglio nazionale palestinese, Serbia, Tunisia, Ucraina.

Andrea Manciulli si è detto felice e onorato per l’elezione: «È importante per l’Italia perché considero questo organismo cruciale proprio per affrontare insieme i problemi e le crisi presenti nel Mediterraneo».

«Quella di oggi (giovedì, ndr) è una riunione molto importante del gruppo speciale Mediterraneo della Nato. Si tratta dell’unico organismo dell’Alleanza che mette insieme tutti i Paesi aderenti con quelli dell’altra sponda del Mediterraneo e del Medio Oriente. È, dunque, un luogo di discussione decisivo, visto i temi all’ordine del giorno: terrorismo, traffico di esseri umani, stabilizzazione della Sira e della Libia. È un’occasione per affermare la priorità del Mediterraneo e della sua pacificazione che non è solo dell’Italia ma di tutta la Nato. Il fenomeno del terrorismo accomuna le due sponde del Mediterraneo. Non si può pensare di batterlo solo fuori dai nostri confini. Il tema è perciò quello di farlo tutti insieme, con una grande spinta ideale e con standard legislativi e prassi comuni. L’Italia sta lavorando con grande attenzione e determinazione. Non dobbiamo mai commettere l’errore di lodarci o dire che abbiamo già raggiunto un traguardo. Bisogna lavorare, lavorare, lavorare, questo è quello che serve per la sicurezza dei cittadini. Il terrorismo non si batte senza la prevenzione e noi inviteremo tutti i Paesi della Nato affinché si dotino degli strumenti legislativi sulla prevenzione della radicalizzazione jihadista. Siamo impegnati a far approvare anche al Senato la proposta di legge preparata da me e da D’Ambruoso sul contrasto preventivo alla radicalizzazione e sulle misure di prevenzione». (g. fior.)

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