Gioco
Turismo, la Gestione associata resta nelle mani di Capoliveri
di Luca Centini
Il Comune di Barbetti capofila fino al 31 dicembre 2019, confermate le tariffe 2016 del contributo di sbarco Un terzo del gettito in promozione, ai Comuni il resto. Ma sulla ripartizione tensioni tra “grandi” e “piccoli”
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CAPOLIVERI . La Gestione associata del turismo resterà per altri due anni sotto la guida del Comune di Capoliveri. E sarà ancora alimentata dagli introiti del contributo di sbarco, la cui tariffazione resterà inalterata.
È quanto è stato deciso ieri mattina nel corso della consulta dei sindaci che si è tenuta a Capoliveri. I primi cittadini hanno deciso che un terzo del gettito incassato sarà ancora riversato in promozione turistica, mentre gli altri due terzi saranno ripartiti tra i Comuni, che sceglieranno se usarli per iniziative proprie o riversarli in opere e attività comprensoriali. Ma il nodo, rimandato alla prossima riunione, sta proprio qui: se finora i 2/3 del gettito venivano ripartiti in quote uguali tra i Comuni con una quota doppia per Portoferraio, proprio da Capoliveri è partita la proposta di una rivisitazione della ripartizione che tenga maggiormente conto della popolazione residente e delle presenze turistiche di ciascun comune (ipotesi che fa storcere la bocca ai comuni più piccoli).
Prima il capofila, poi il resto. Chi si aspettava una battaglia per il ruolo di capofila della Gestione associata del turismo, in linea con quanto accaduto negli anni scorsi, è rimasto deluso. Capoliveri, che nel 2016 aveva espresso la volontà di lasciare il timone dell’ente sovracomunale, resta saldo in cabina di regia. Solo Rio Marina, tramite il sindaco Renzo Galli, ha avanzato una candidatura del nuovo Comune di Rio, in coabitazione con Portoferraio: una sorta di guida dei Comuni portuali. «Dateci il tempo di organizzare il Comune di Rio, saremo pronti». L’accoglienza degli altri, tuttavia, è stata tiepida. Marciana (presente il vice sindaco Daniel Giacomelli), Campo (gli assessori Gianni Danesi e Gianluigi Palombi) e Porto Azzurro (il vice sindaco Aldo Tovoli e il consigliere Marco Galletti) hanno manifestato la volontà di proseguire con Capoliveri, pur chiedendo una gestione più partecipata attraverso l’attivazione di una sorta di giunta composta dagli altri Comuni. Idem Marciana Marina con la sindaca Gabriella Allori, che tuttavia ha indicato in Portoferraio l’unica alternativa percorribile. Portoferraio, con il vice sindaco Roberto Marini, non ha contrastato la conferma di Capoliveri, spiegando però come Portoferraio «sarebbe comunque disponibile ad accettare il ruolo di capofila se fosse necessario».
Il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti ha ascoltato le varie prese di posizione, poi ha aumentato la pressione tra i Comuni portando sul tavolo il tema della rivisitazione della ripartizione del gettito e creando un solco tra “grandi” e “piccoli” comuni. Quindi ha deciso di scorporare dall’ordine del giorno messo al voto proprio il tema divisivo della ripartizione del gettito, incassando il via libera alla conferma fino al 31/12/2019 di Capoliveri come capofila. «In questo modo – ha spiegato – garantiamo continuità al buon lavoro svolto dalla Gestione associata testimoniato dai numeri e diamo il tempo necessario per preparare un eventuale successione di un altro Comune nel ruolo di capofila».
Grandi contro piccoli. Il contributo di sbarco resta la fonte di approvvigionamento della Gestione associata. Nel 2017 il contributo (3,50 euro dal 20 maggio al 20 settembre, 1,50 il resto dell’anno) ha garantito un incasso di 2.938.000 euro. Il 30% è servito per le attività di promozione turistica, mentre 1.920.000 ai Comuni, che hanno incassato 220mila euro ciascuno (Portoferraio ne ha incassati 330mila euro).
La consulta dei sindaci ha confermato l’impostazione dello scorso anno. Un terzo del gettito andrà ancora alla promozione, i cui obiettivi saranno definiti nei prossimi giorni dallo staff della Gestione associata. Il resto sarà ripartito tra i Comuni. «Finora abbiamo diviso gli introiti in parti uguali – ha detto Barbetti – ma credo sia arrivato il momento di rivisitare questo meccanismo. L’idea è dare una quota uguale a tutti i Comuni, inserendo allo stesso tempo dei meccanismi tali da premiare i Comuni con più presenze turistiche e popolazione residente, come tra l’altro è previsto dalla convenzione firmata nel 2014». La nuova linea è piaciuta a Portoferraio e a Campo nell’Elba, molto meno agli altri: «Sono i Comuni più piccoli ad avere bisogno del contributo di sbarco, non c’erano mai stati dubbi su questo punto», ha spiegato Daniel Giacomelli. «Credo che questo sia un punto di equilibrio raggiunto con fatica, non apporterei modifiche», ha spiegato Renzo Galli. La discussione è stata rimandata alla prossima riunione: «Sono certo che si troverà un punto di equilibrio», ha detto Barbetti non prima di aver fatto mettere a verbale che, per questo tema, la votazione dovrà essere unanime e non con voto di maggioranza.
Rio vale 1,5. La fusione delle due Rio ha portato da otto a sette i Comuni componenti della Gestione associata del turismo. Ma il nuovo Comune, per i prossimi due anni, non conterà uno nell’ottica di una ripartizione del gettito del contributo. I sindaci hanno infatti inserito nel punto all’ordine del giorno la modifica alla nuova convenzione della Gat, secondo cui - per i prossimi due anni - il Comune di Rio godrà di una quota pari a 1,5, a meta strada tra le due quote percepite da Rio Marina e Rio Elba e la quota unica che spetterebbe a Rio.
Opere comprensoriali. È rimasta sullo sfondo, invece, la possibilità di investire una parte del gettito del contributo di sbarco per le opere comprensoriali. Il vice sindaco di Portoferraio Marini ha chiesto di poter investire una parte cospicua di risorse a sostegno dell’aeroporto di Campo nell’Elba, resta una chance l’ipotesi di compartecipazione con Portoferraio per la realizzazione rotonda di San Giovanni. Molto più vicino è lo sblocco di 230mila euro a sostegno della realizzazione del canile. «I Comuni – ha spiegato Barbetti – potranno decidere di investire una quota del gettito per queste opere, istituendo delle gestioni associate dedicate e individuando un capofila».
È quanto è stato deciso ieri mattina nel corso della consulta dei sindaci che si è tenuta a Capoliveri. I primi cittadini hanno deciso che un terzo del gettito incassato sarà ancora riversato in promozione turistica, mentre gli altri due terzi saranno ripartiti tra i Comuni, che sceglieranno se usarli per iniziative proprie o riversarli in opere e attività comprensoriali. Ma il nodo, rimandato alla prossima riunione, sta proprio qui: se finora i 2/3 del gettito venivano ripartiti in quote uguali tra i Comuni con una quota doppia per Portoferraio, proprio da Capoliveri è partita la proposta di una rivisitazione della ripartizione che tenga maggiormente conto della popolazione residente e delle presenze turistiche di ciascun comune (ipotesi che fa storcere la bocca ai comuni più piccoli).
Prima il capofila, poi il resto. Chi si aspettava una battaglia per il ruolo di capofila della Gestione associata del turismo, in linea con quanto accaduto negli anni scorsi, è rimasto deluso. Capoliveri, che nel 2016 aveva espresso la volontà di lasciare il timone dell’ente sovracomunale, resta saldo in cabina di regia. Solo Rio Marina, tramite il sindaco Renzo Galli, ha avanzato una candidatura del nuovo Comune di Rio, in coabitazione con Portoferraio: una sorta di guida dei Comuni portuali. «Dateci il tempo di organizzare il Comune di Rio, saremo pronti». L’accoglienza degli altri, tuttavia, è stata tiepida. Marciana (presente il vice sindaco Daniel Giacomelli), Campo (gli assessori Gianni Danesi e Gianluigi Palombi) e Porto Azzurro (il vice sindaco Aldo Tovoli e il consigliere Marco Galletti) hanno manifestato la volontà di proseguire con Capoliveri, pur chiedendo una gestione più partecipata attraverso l’attivazione di una sorta di giunta composta dagli altri Comuni. Idem Marciana Marina con la sindaca Gabriella Allori, che tuttavia ha indicato in Portoferraio l’unica alternativa percorribile. Portoferraio, con il vice sindaco Roberto Marini, non ha contrastato la conferma di Capoliveri, spiegando però come Portoferraio «sarebbe comunque disponibile ad accettare il ruolo di capofila se fosse necessario».
Il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti ha ascoltato le varie prese di posizione, poi ha aumentato la pressione tra i Comuni portando sul tavolo il tema della rivisitazione della ripartizione del gettito e creando un solco tra “grandi” e “piccoli” comuni. Quindi ha deciso di scorporare dall’ordine del giorno messo al voto proprio il tema divisivo della ripartizione del gettito, incassando il via libera alla conferma fino al 31/12/2019 di Capoliveri come capofila. «In questo modo – ha spiegato – garantiamo continuità al buon lavoro svolto dalla Gestione associata testimoniato dai numeri e diamo il tempo necessario per preparare un eventuale successione di un altro Comune nel ruolo di capofila».
Grandi contro piccoli. Il contributo di sbarco resta la fonte di approvvigionamento della Gestione associata. Nel 2017 il contributo (3,50 euro dal 20 maggio al 20 settembre, 1,50 il resto dell’anno) ha garantito un incasso di 2.938.000 euro. Il 30% è servito per le attività di promozione turistica, mentre 1.920.000 ai Comuni, che hanno incassato 220mila euro ciascuno (Portoferraio ne ha incassati 330mila euro).
La consulta dei sindaci ha confermato l’impostazione dello scorso anno. Un terzo del gettito andrà ancora alla promozione, i cui obiettivi saranno definiti nei prossimi giorni dallo staff della Gestione associata. Il resto sarà ripartito tra i Comuni. «Finora abbiamo diviso gli introiti in parti uguali – ha detto Barbetti – ma credo sia arrivato il momento di rivisitare questo meccanismo. L’idea è dare una quota uguale a tutti i Comuni, inserendo allo stesso tempo dei meccanismi tali da premiare i Comuni con più presenze turistiche e popolazione residente, come tra l’altro è previsto dalla convenzione firmata nel 2014». La nuova linea è piaciuta a Portoferraio e a Campo nell’Elba, molto meno agli altri: «Sono i Comuni più piccoli ad avere bisogno del contributo di sbarco, non c’erano mai stati dubbi su questo punto», ha spiegato Daniel Giacomelli. «Credo che questo sia un punto di equilibrio raggiunto con fatica, non apporterei modifiche», ha spiegato Renzo Galli. La discussione è stata rimandata alla prossima riunione: «Sono certo che si troverà un punto di equilibrio», ha detto Barbetti non prima di aver fatto mettere a verbale che, per questo tema, la votazione dovrà essere unanime e non con voto di maggioranza.
Rio vale 1,5. La fusione delle due Rio ha portato da otto a sette i Comuni componenti della Gestione associata del turismo. Ma il nuovo Comune, per i prossimi due anni, non conterà uno nell’ottica di una ripartizione del gettito del contributo. I sindaci hanno infatti inserito nel punto all’ordine del giorno la modifica alla nuova convenzione della Gat, secondo cui - per i prossimi due anni - il Comune di Rio godrà di una quota pari a 1,5, a meta strada tra le due quote percepite da Rio Marina e Rio Elba e la quota unica che spetterebbe a Rio.
Opere comprensoriali. È rimasta sullo sfondo, invece, la possibilità di investire una parte del gettito del contributo di sbarco per le opere comprensoriali. Il vice sindaco di Portoferraio Marini ha chiesto di poter investire una parte cospicua di risorse a sostegno dell’aeroporto di Campo nell’Elba, resta una chance l’ipotesi di compartecipazione con Portoferraio per la realizzazione rotonda di San Giovanni. Molto più vicino è lo sblocco di 230mila euro a sostegno della realizzazione del canile. «I Comuni – ha spiegato Barbetti – potranno decidere di investire una quota del gettito per queste opere, istituendo delle gestioni associate dedicate e individuando un capofila».
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