unione sindacale di base
«Scaricati dai sindacati, bonifiche ultima speranza»
PIOMBINO. Sul dramma dell’indotto ha diffuso un duro documento l’Usb di Piombino. Un documento che arriva dopo i licenziamenti della Trailer, di cui scriviamo qui accanto, e la manifestazione delle...
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PIOMBINO. Sul dramma dell’indotto ha diffuso un duro documento l’Usb di Piombino.
Un documento che arriva dopo i licenziamenti della Trailer, di cui scriviamo qui accanto, e la manifestazione delle donne delle imprese di pulizie per le quali l’incubo si materializzerà alla fine dell’anno. Sono circa un migliaio, ancora, i lavoratori che “dipendono” da Aferpi, ma che non lavorano direttamente per la fabbrica.
«Non vogliamo essere presuntuosi ma siamo molto preoccupati – scrivono –. Nella giornata di ieri (mercoledì, ndr) Fim, Fiom e Uilm hanno, di fatto, scaricato i lavoratori dell’indotto pensando di “garantire” solo i lavoratori Aferpi. Domani, se si avvicinasse un nuovo padrone, sarebbero disposti ad accettare anche una riduzione del personale? una parte dentro e il resto fuori? accetterebbero assunzioni con il jobs act? Dopo quello che è successo ieri crediamo propio di sì. La dichiarazione “tutti dentro” è già finita nel secchio. Come si legge sulla stampa, se si aprisse un contenzioso tra Aferpi e Governo sarà garantito il reddito dei lavoratori, ma quanto durerà il contenzioso? Tutti gli altri lavoratori saranno garantiti? L’indotto è allo stremo con gli ammortizzatori sociali alcuni lavoratori delle ditte hanno già perso il lavoro e le lavoratrici delle aziende delle pulizie e della mensa rischiano di essere licenziate il 31 dicembre senza nessun tipo di sostegno. La più grossa vergogna che potrebbe accadere. A Piombino il commissario, che rappresenta il Governo, deve garantire ammortizzatori sociali a tutti perché adesso siamo nell’emergenza più totale. Le bonifiche che fine hanno fatto? I 30 milioni promessi da un accordo di programma fantasma che fine hanno fatto? Eppure sono l’unico modo per far ripartire il motore dell’indotto e far respirare i lavoratori che adesso hanno veramente perso le speranze».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un documento che arriva dopo i licenziamenti della Trailer, di cui scriviamo qui accanto, e la manifestazione delle donne delle imprese di pulizie per le quali l’incubo si materializzerà alla fine dell’anno. Sono circa un migliaio, ancora, i lavoratori che “dipendono” da Aferpi, ma che non lavorano direttamente per la fabbrica.
«Non vogliamo essere presuntuosi ma siamo molto preoccupati – scrivono –. Nella giornata di ieri (mercoledì, ndr) Fim, Fiom e Uilm hanno, di fatto, scaricato i lavoratori dell’indotto pensando di “garantire” solo i lavoratori Aferpi. Domani, se si avvicinasse un nuovo padrone, sarebbero disposti ad accettare anche una riduzione del personale? una parte dentro e il resto fuori? accetterebbero assunzioni con il jobs act? Dopo quello che è successo ieri crediamo propio di sì. La dichiarazione “tutti dentro” è già finita nel secchio. Come si legge sulla stampa, se si aprisse un contenzioso tra Aferpi e Governo sarà garantito il reddito dei lavoratori, ma quanto durerà il contenzioso? Tutti gli altri lavoratori saranno garantiti? L’indotto è allo stremo con gli ammortizzatori sociali alcuni lavoratori delle ditte hanno già perso il lavoro e le lavoratrici delle aziende delle pulizie e della mensa rischiano di essere licenziate il 31 dicembre senza nessun tipo di sostegno. La più grossa vergogna che potrebbe accadere. A Piombino il commissario, che rappresenta il Governo, deve garantire ammortizzatori sociali a tutti perché adesso siamo nell’emergenza più totale. Le bonifiche che fine hanno fatto? I 30 milioni promessi da un accordo di programma fantasma che fine hanno fatto? Eppure sono l’unico modo per far ripartire il motore dell’indotto e far respirare i lavoratori che adesso hanno veramente perso le speranze».
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