Toscana
Anche tre tassisti di Campiglia al ministero
Riordino del settore e polemiche. Bordin: «Uniti si può fare qualcosa per tutelare operatori e utenza»
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CAMPIGLIA. Anche i tre tassisti di Campiglia Marittima a Roma per lo sciopero nazionale sensibilizzati alla presenza da Uritaxi.
Marco Bordin, Roberto e Paolo Acquafresca hanno voluto unire le loro voci al coro di protesta che da nord a sud, da mesi, sta interessando il riordino del settore, e in particolare sulla questione Uber e Ncc: tra le preoccupazioni maggiori, il calo di affari per colpa delle liberalizzazioni del servizio e degli abusivi.
Per questo i tassisti di tutta Italia si sono dati appuntamento, lo scorso martedì, per un sit-in davanti al ministero dei Trasporti a Porta Pia. «Abbiamo deciso di rispondere alla chiamata – ha detto Marco Bordin - per salvaguardare il nostro lavoro dall’ennesimo tentativo del Governo di trasferire anche questo mercato alle multinazionali e danneggiare l’utenza dei piccoli comuni che trasformando il noleggio con conducente in servizio regionale, si vedranno privati di questi vettori che avranno tutto l’interesse ad operare solo per i grandi centri. Vettori oggi abusivi, compresi i servizi di cortesia degli hotel, verranno con un colpo di penna regolarizzati». Anche qui nei dintorni quella degli abusivi è diventata una questione importante, ci tengono a precisare i tre.
« Spero che la lotta, nel rispetto di tutti, non finisca qui – aggiunge Bordin -. Sono certo che uniti si possa fare qualcosa per tutelare operatori e utenza». I tassisti di Campiglia sposano in toto la linea dei sindacati di categoria, chiedendo «regole chiare e condivise – prosegue Bordin – al Governo, che invece apre a dinamiche che rischiano di deregolamentare il servizio pubblico non di linea penalizzando esclusivamente i tassisti. Le innovazioni tecnologiche sono necessarie per permettere un servizio di mobilità moderno e adeguato alle esigenze degli utenti, ma questo non deve necessariamente aprire il mercato a favore delle grandi multinazionali».
Annalisa Mastellone
Marco Bordin, Roberto e Paolo Acquafresca hanno voluto unire le loro voci al coro di protesta che da nord a sud, da mesi, sta interessando il riordino del settore, e in particolare sulla questione Uber e Ncc: tra le preoccupazioni maggiori, il calo di affari per colpa delle liberalizzazioni del servizio e degli abusivi.
Per questo i tassisti di tutta Italia si sono dati appuntamento, lo scorso martedì, per un sit-in davanti al ministero dei Trasporti a Porta Pia. «Abbiamo deciso di rispondere alla chiamata – ha detto Marco Bordin - per salvaguardare il nostro lavoro dall’ennesimo tentativo del Governo di trasferire anche questo mercato alle multinazionali e danneggiare l’utenza dei piccoli comuni che trasformando il noleggio con conducente in servizio regionale, si vedranno privati di questi vettori che avranno tutto l’interesse ad operare solo per i grandi centri. Vettori oggi abusivi, compresi i servizi di cortesia degli hotel, verranno con un colpo di penna regolarizzati». Anche qui nei dintorni quella degli abusivi è diventata una questione importante, ci tengono a precisare i tre.
« Spero che la lotta, nel rispetto di tutti, non finisca qui – aggiunge Bordin -. Sono certo che uniti si possa fare qualcosa per tutelare operatori e utenza». I tassisti di Campiglia sposano in toto la linea dei sindacati di categoria, chiedendo «regole chiare e condivise – prosegue Bordin – al Governo, che invece apre a dinamiche che rischiano di deregolamentare il servizio pubblico non di linea penalizzando esclusivamente i tassisti. Le innovazioni tecnologiche sono necessarie per permettere un servizio di mobilità moderno e adeguato alle esigenze degli utenti, ma questo non deve necessariamente aprire il mercato a favore delle grandi multinazionali».
Annalisa Mastellone
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