Il Tirreno

Sarà recuperata la strada del cavatore nel parco minerario

Sarà recuperata la strada del cavatore nel parco minerario

Trovato un accordo con la sezione Cai dell’Isola d’Elba Un percorso dal centro di Rio Marina fino a San Quirico

3 MINUTI DI LETTURA





RIO MARINA . Sarà recuperata e resa percorribile la vecchia strada della miniera, la carrareccia cioé che da Rio Marina conduceva al cimitero di San Quirico, in pieno comparto minerario. Ma non solo.

Da qui partiva un dedalo di altri piccoli sentieri, gli stessi che ricoprivano i minatori, ogni mattina, quando si spostavano dal vicino paese di Rio nell’Elba dove abitavano per raggiungere le cave a cielo aperto della valle. Uno in particolare ha destato l’interesse del parco minerario: quello che porta al castello del Giove. «Raggiunto un accordo con la sezione Cai Isola d’Elba – dice Idilio Pisani, presidente del Cda dell’ente parco – saremo in grado di riportare in auge un percorso che per l’abbandono era stato invaso dalla vegetazione e non era più utilizzabile. Finché l’attività estrattiva era in svolgimento e questi siti frequentati dai cavatori, allora la sentieristica era praticabile. Con la cessazione dell’industria mineraria il fitto reticolo di collegamento fra paese e cave è finito di esistere. Col Cai abbiamo preso la decisione di recuperare almeno quello che tutti ancora a Rio Marina ricordano e che partiva dal centro abitato; poi, passando perimetralmente dalle miniere senza però entrare nel bacino, arrivava al cimitero di San Quirico. Da qui, poi, collegarlo con l’altro che portava sul monte Giove». Parco minerario e Cai dell’Elba insieme, per proporre un percorso di altri tempi, ma con immutato fascino e riscopre uno spaccato di vita vissuta della generazione passata di Rio.

«Sono stati gli stessi abitanti – continua il presidente del Cda del parco mineralogico di Rio Marina – ad avanzare la proposta di recupero ambientale, forse perché si ricordavano dell’esistenza di questa importante per l’epoca via di comunicazione, o forse perché loro stessi qualche volta l’avevano percorsa».

«Insieme a questo progetto – aggiunge Idilio Pisani – abbiamo definito meglio l’intervento facendolo inglobare nel recupero del sentiero che dalla Parata porta al castello del Giove in direzione est. Invece in direzione ovest verso l’antico romitorio di Santa Caterina, anch’esso esistente e non più sfruttato. Una volta giunti a Santa Caterina, si potrà proseguire verso l’Aia di Cacio che non è molto distante e dove esiste un crocevia molto spettacolare di sentieri che conducano verso Carpineto e Cavo, oppure in direzione di Nisporto e Nisportino, se si vuole scendere. Ma a noi interessava raggiungere il collegamento con la Grande traversata elbana (Gte), il percorso principale che da Cavo attraversa l’intera isola, passando sulla sommità dei rilievi e delle colline che formano l’ossatura dell’Elba». I tempi per il recupero di questo tracciato non saranno lunghi. I due soggetti interessati si metteranno presto a lavoro per riuscire a definire presto l’intervento. Ci sarà da disboscare il tracciato in alcuni punti, soprattutto nelle immediate vicinanze con il paese di Rio Marina, come in certi casi anche consolidare il terreno laddove gli agenti atmosferici hanno causato dei piccoli, ma significativi smottamenti. Si tratta di mettere il tutto in sicurezza, nel modo in cui si riterrà più opportuno.

E in questo stesso periodo, presso l’ufficio del parco al Burò, si sta definendo il regolamento interno dell’ente per la percorribilità delle carrarecce che si trovano all’interno del comprato minerario. «Con questo provvedimento – conclude Idilio Pisani – vorremo impedire che i turisti e i curiosi entrino in miniera senza una guida che accompagni i visitatori. È inutile inoltrarsi senza sapere esattamente dove ci si trova e senza neppure conoscere la storia di questi luoghi».

Luigi Cignoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web