Lutto
Calenda, rottura definitiva con Rebrab
Piombino, non arrivano le garanzie promesse: «Stufo di essere preso in giro, via alle procedure legali per risolvere il contratto»
PIOMBINO. Fra il Governo e Cevital stavolta è davvero finita. Il ministro Carlo Calenda dopo l’incontro con il presidente di Cevital Issad Rebrab e l’ad Said Benikene, ha dato mandato al commissario Piero Nardi di «dare avvio alle procedure legali per la risoluzione del contratto con Aferpi-Cevital».
È finito dunque il tempo del fioretto, dell’attendismo, del rimando per la necessità di verificare impegni presi sempre e solo sulla carta dal gruppo algerino. Ora si passa alla sciabola, a un contenzioso che dopo le minacce e le contestazioni della lettera di inadempienza, diventa davvero tale.
«È la solita storia – ha detto Calenda ai sindacati uscendo dal Mise – e mi sono stancato di essere preso in giro». Nell’incontro, dunque, a cui ha partecipato anche la viceministra Teresa Bellanova, Rebrab e Benikene non hanno portato quelle garanzie annunciate il 31 ottobre, all’ultimo minuto dell’ultimatum fissato dal Governo. C’erano altri 20 giorni per mettere qualche contenuto in quegli scarni documenti che raccontavano dell’arrivo di nuovi soci arabi e cinesi, industriali e finanziari. Invece ieri non è arrivato nulla di nuovo.
Una nota del Mise dice infatti «che nessun progresso è stato fattivamente compiuto su tutti i fronti individuati dall’addendum». Ossia la ripresa dell’attività dei laminatoi, l’individuazione di un partner industriale o la presentazione di un valido piano industriale».
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