Il Tirreno

«Pensione? No, clienti e bar: cibo per la mente»

di Cecilia Cecchi
«Pensione? No, clienti e bar: cibo per la mente»

La scelta di Piero, dopo aver lavorato nelle cave e i 20 anni in via Petrarca di Caffè Bernardini

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PIOMBINO. «Ogni volta che entri per un caffè o qualcosa di più, il bancone pieno di mille prelibatezze ti tenta. Brioche di mille tipi, salati ed insalatone. Non c’è che l’imbarazzo». «La bontà del caffè viene esaltata dalla maestria nella preparazione di Piero. E non parliamo della vasta scelta di salati e pezzi dolci!». «Proprietario e dipendenti sempre all’altezza...».

Ecco Caffè Bernardini Piombino: clicchi sul web per cercare il numero di telefono e arrivano le 5 stelle di Pagine gialle o le 4 tonde tonde di TripAdvisor con recensioni come queste appena citate di Chiara, Franco, Luca...

Il titolare-ideatore Piero Bernardini non ha ancora finito di distribuire i gadget per i 20 anni sull’angolo tra via Petrarca 47 e via Indipendenza: «Sì, sono appena passati vent’anni – sorride –, come dire ieri mattina...».

Piombinese, istituto professionale, specializzazione in meccanica, a lungo al lavoro col babbo nelle forniture edili: «Prima alla guida di una motrice poi di un autotreno – conferma – soprattutto dentro le acciaierie a portare la calce caricata a San Vincenzo ma pure a Massa o Genova. Quando babbo è arrivato all’età della pensione, però, ho desiderato avere più vita a disposizione, anche per poter crescere mio figlio nato da poco». Passati 11 anni tra cave e acciaierie, venduta l’attività di autotrasporto «con mia moglie Catia – aggiunge –, avevamo pensato a una tabaccheria-bar, ma poi non c’è stato modo. Il contatto con le persone ci è sempre piaciuto tanto, così a fine 1989 abbiamo preso in gestione il bar “Calise” su lungomare Marconi, trasformando il nome in “Sirena”, ispirandoci alla vicinanza dell’omonimo palazzo. Mio figlio Riccardo, il primo, aveva 6 mesi, poi nell’83 è nato Marco». Dal 1992 ad occuparsi del ristorante-bar “Sirena” c’è Aldo Giannellini (adesso ancora il figlio Andrea). «Catia – ricorda Piero Bernardini – decide di dedicarsi all’abbigliamento. Io ricomincio col dare una mano a “Le Chicche” in via Copernico e via Fucini, come dipendente della stessa azienda dal novembre 1993 fino al giugno 1997». Ma a Piero star da sé piace di più, e pure “creare”... «Per caso, nel giugno ’97 andando a mangiare la pizza vedo il fondo di via Petrarca sfitto – racconta – subito mi viene l’idea di lavorarci, realizzando un bar tutto mio, come lo avevo sempre immaginato». Ecco il banco di legno con sopra un terrazzino, da dove, da un momento all’altro, tra i vasi di fiori, qualcuno potrebbe affacciarsi dalla finestra. Inaugurazione il 26 luglio 1997, «con grande successo – sottolinea Piero – per me sempre un’emozione: sono passati vent’anni, appunto ieri mattina». Con Piero Silvia Bianchi, Valentina Nannini, Vanessa Biasci e il fratello Franco (“mi ha sempre aiutato ma da quando è in pensione di più! ” ).

«Ho 66 anni – dice Piero –, sarei già in pensione. Dai miei genitori ho ereditato un pezzetto di terra all’Asca, la mia oasi di pace, ma il bar, che soddisfazione! Finché riesco resto al banco: coi clienti, ogni giorno, è cibo per la mente. Succede quando si fanno le cose con amore, come le ho sempre fatte...». Vista l’alta frequentazione, i clienti condividono e apprezzano.

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