Toscana
Donati, la Cassazione conferma la condanna a 5 anni e 8 mesi
Venturina: per l’ex consulente del lavoro adesso si aprono le porte del carcere
VENTURINA. Per Riccardo Donati, 53 anni, ex consulente fiscale di Venturina, adesso si aprono le porte del carcere. Venerdì 17 sera, infatti, la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal suo legale e ha confermato la sentenza già dell’appello: 5 anni e 8 mesi. In primo grado, nel 2013, aveva avuto un anno in più, ma poi era stata riconosciuta la prescrizione per una parte dei reati e in appello, nel 2015, c’era stato lo sconto.
Si chiude così una vicenda iniziata nell’ottobre del 2009 quando arrivarono le prime segnalazioni in Procura da parte di alcuni clienti del ragioniere. In sostanza questi ricevevano le ingiunzioni per tributi non versati che invece erano certi di aver consegnato allo studio commerciale. Donati, che in un primo momento è stato assolto per i fatti precedenti al 7 maggio 2006 perché prescritti, era accusato anche di falso perché - si legge nel capo d’imputazione - «con più azioni esecutive contraffaceva i modelli di pagamento F24 compilati nell’interesse dei propri clienti indicando versamenti maggiori di quelli effettuati».
Era dopo questo primo passaggio che scattava la truffa, confermata adesso in Cassazione in via definitiva: «Omettendo di effettuare tali adempimenti così appropriandosi indebitamente degli importi, rilasciando ricevuta delle somme consegnate, esibendo ai clienti i modelli F24 e chiedendo di ricevere le comunicazioni da parte dell’Agenzia delle entrate per via telematica al proprio studio e infine adducendo inesistenti errori nel caso di ricezioni di cartelle esattoriali così da indurre in errore i clienti sulla correttezza e puntualità del suo operato». Era quindi in questo modo che «si procurava un ingente profitto con corrispondente danno della clientela».
All’inizio era stata solo la protesta di qualche cliente che si era visto arrivare la richiesta di pagamento di un’imposta che credeva saldata. Poi, dopo mesi di indagini della Finanza, si era aperta la voragine, con decine e decine di aziende nei guai, ciascuna con decine di migliaia di euro da restituire per Iva, Irap, Irpef non versate dal proprio consulente. Un terremoto che aveva messo in crisi attività di tutta la Val di Cornia, tanto era estesta l’attività di Riccardo Donati.
Già in primo grado, nel dicembre del 2013, il pubblico ministero Massimo Mannucci aveva accusato Donati di aver intascato oltre 5 milioni di euro (5.002.736,98) che commercianti, piccoli imprenditori, semplici cittadini e pure alcuni parenti gli portavano per pagare le tasse e che invece erano scomparsi.
Accomandatario di uno studio associato di consulenza fiscale, Donati era (ed è) personaggio notissimo per essere stato per molti anni presidente del Venturina calcio, che portò alle “glorie” della serie D (dal 2001 al 2005). Per mesi gli uomini delle fiamme gialle sono entrati ed usciti dallo studio Donati, in una piazzetta dietro via Indipendenza, passando al setaccio e sequestrando documenti. Alla fine sono finiti nel dramma un centinaio di clienti, raggirati dal professionista e che si erano costituiti parte civile nel processo, assistiti dall’avvocato Giovanni Marconi di Venturina. A loro il giudice, già in primo grado, aveva riconosciuto risarcimenti provvisionali che vanno da 400 a 15mila euro. Ben poca cosa rispetto alla cifra che Donati ha fatto sparire tra il 2002 e il 2009 quando è iniziata l’indagine della Procura che ha portato anche al fallimento della Studio Donati & associati Sas di cui lui era rappresentante legale.
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