Il Tirreno

«Chiudiamo con le favole di Cevital»

«Chiudiamo con le favole di Cevital»

I sindacati chiedono al ministro Calenda l’ingresso di un nuovo soggetto industriale da sostenere con risorse controllate

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. E’ confermato per lunedì pomeriggio l’incontro al Mise tra Carlo Calenda e Cevital. Non è ancora noto se sarà Issad Rebrab o l’Ad Said Benikene a sedere davanto al ministro per quello che è stato definito un braccio di ferro. Nel quale il magnate algerino è intenzionato a difendersi fino in fondo.

Dopo l’avvio del procedimento di contestazione dell’inadempienza nei confronti del gruppo, si rafforza lo scenario del contenzioso legale dai tempi imprecisati mentre gli ammortizzatori copriranno i lavoratori per i prossimi 12 mesi, lasciandone altri, già ora, del tutto sprovvisti/e. Lunedì, Rebrab potrebbe portare elementi concreti a sostegno degli annunci precedenti sull’interessamento di potenziali acquirenti e sul rilancio produttivo. Come i 4 milioni di tonnellate annue. Tutti elementi che il Mise starebbe già verificando senza però escludere l’approfondimento di una via d’uscita diversa da quella giudiziaria.

Decisamente disillusi i sindacati. «A 20 giorni dal termine dell'addendum, l'ennesimo rilancio di Rebrab è l’ennesima favola narrata da Cevital, con l'ennesimo piano industriale scopiazzato il cui unico sapore è quello di alzare l'asticella ai soli fini di resistere, forse in tribunale, nel disperato tentativo di dimostrare di essere l'offerta migliore, mentre in realtà l'intento è di speculare su un acittà e su un comprensorio», scrivono Fim, Fiom e Uilm. Che hanno visto con favore il lavoro svolto dal commissario straordinario «che persegue l'obiettivo di dimostrare l'insolvenza e l'inadempienza di Cevital. Ma i tempi non sono compatibili con le necessità dei lavoratori, delle lavoratrici diretti, dell'indotto e dell'intera collettività».

Le tre organizzazioni di categoria definiscono apprezzabile la posizione del sindaco Massimo Giuliani che indica di voltare pagina.

«Ci aspettiamo - aggiungono - che anche tutte le istituzioni territoriali a partire dai sindaci degli altri comuni della Val di Cornia, la Regione e quanti hanno sottoscritto l'accordo di programma nel 2014 si pronuncino nello stesso senso e avviino un percorso formale per far uscire Rebrab da questo territorio, con gli strumenti amministrativi in loro possesso».

Sindacati ed rsu hanno interpretato questo dissenso, mercoledì scorso durante lo svolgimento del Consiglio di Amministrazione, e si dicono pronti a rifarlo in ogni occasione utile. La richiesta finale è la solita: sollecitare i vertici nazionali del sindacato perchè ottengano una immediata convocazione del tavolo ministeriale. A cui chiedere la chiusura definitiva con Cevital e la creazione delle condizioni per il subentro di un nuovo soggetto industriale, sostenendolo, se necessario, con un intervento diretto, attraverso le istituzioni finanziarie controllate.

«In quell’occasione - chiudono i sindacati - lavoratori e le lavoratrici sotto la sede del ministero, sosterranno le stesse aspettative: chiudere questa partita in tempi brevi e certi».(v.p.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web