Italia
giannoni si dimette
I comunisti lasciano la maggioranza ma Pellegrini resterà
PIOMBINO. Il Pci, in cui è confluito il Partito dei comunisti italiani, che appunto con la sigla Pdci insieme all’ex Italia dei valori sotto la bandiera di “Sinistra per Piombino” partecipò alle...
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PIOMBINO. Il Pci, in cui è confluito il Partito dei comunisti italiani, che appunto con la sigla Pdci insieme all’ex Italia dei valori sotto la bandiera di “Sinistra per Piombino” partecipò alle ultime elezioni, dopo un’assemblea del partito ha annunciato «che non ci sono più le condizioni politiche – si legge in una nota – per il proseguimento della nostra partecipazione alla maggioranza». Tutto ciò per l’avvicinarsi di una campagna elettorale per le politiche «che colloca il partito in forte contrapposizione nei confronti di un Pd nazionale sempre più spostato su posizioni moderate».
In realtà quella decisione viene dai vertici nazionali del partito, ed è stata approvata a maggioranza, ma ha provocato un piccolo terremoto nell’ex Pdci piombinese. Il segretario Luciano Giannoni si è dimesso dalla carica e dal partito e così ha fatto Paola Pellegrini, assessora alla cultura. Pellegrini ha poi rassegnato le sue dimissioni al sindaco Massimo Giuliani, il quale le esaminerà oggi anche se ha già fatto intendere la volontà di rifiutarle.
«Quella del partito è una scelta incomprensibile e autolesionista – spiega Pellegrini – dopo aver aderito a un programma di governo che ci vede protagonisti a Piombino. La nostra permanenza in maggioranza nulla avrebbe avuto a che fare con la libertà di esprimere dissenso in campagna elettorale rispetto alle politiche nazionali del Pd. Per me è una decisione sofferta, ma non posso più stare in questo partito».
«Siamo entrati nella maggioranza – dice Giannoni – sulla base della scelta di dare un contributo alla soluzione della gravissima crisi delle acciaierie piombinesi. Il sindaco Giuliani è sempre stato correttissimo con noi e nulla abbiamo da criticare sull’atteggiamento tenuto dal governo locale rispetto alla vertenza acciaierie. Ma il problema politico sollecitato dai vertici nazionali esiste, o almeno la maggioranza lo ha giudicato tale e il suo giudizio va rispettato. Io ora però mi faccio da parte».
In realtà quella decisione viene dai vertici nazionali del partito, ed è stata approvata a maggioranza, ma ha provocato un piccolo terremoto nell’ex Pdci piombinese. Il segretario Luciano Giannoni si è dimesso dalla carica e dal partito e così ha fatto Paola Pellegrini, assessora alla cultura. Pellegrini ha poi rassegnato le sue dimissioni al sindaco Massimo Giuliani, il quale le esaminerà oggi anche se ha già fatto intendere la volontà di rifiutarle.
«Quella del partito è una scelta incomprensibile e autolesionista – spiega Pellegrini – dopo aver aderito a un programma di governo che ci vede protagonisti a Piombino. La nostra permanenza in maggioranza nulla avrebbe avuto a che fare con la libertà di esprimere dissenso in campagna elettorale rispetto alle politiche nazionali del Pd. Per me è una decisione sofferta, ma non posso più stare in questo partito».
«Siamo entrati nella maggioranza – dice Giannoni – sulla base della scelta di dare un contributo alla soluzione della gravissima crisi delle acciaierie piombinesi. Il sindaco Giuliani è sempre stato correttissimo con noi e nulla abbiamo da criticare sull’atteggiamento tenuto dal governo locale rispetto alla vertenza acciaierie. Ma il problema politico sollecitato dai vertici nazionali esiste, o almeno la maggioranza lo ha giudicato tale e il suo giudizio va rispettato. Io ora però mi faccio da parte».
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