La manifestazione
LA LETTERA
«Ora fermatevi, il progetto ormai è irrealizzabile»
PIOMBINO . «La situazione non è più tollerabile, fermatevi, fate un passo indietro»: così le rsu di Fim, Fiom e Uilm si sono espresse in una lettera (in italiano e in francese) indirizzata e...
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PIOMBINO . «La situazione non è più tollerabile, fermatevi, fate un passo indietro»: così le rsu di Fim, Fiom e Uilm si sono espresse in una lettera (in italiano e in francese) indirizzata e consegnata a Issad Rebrab e agli altri membri del cda nel giorno in cui i sindacati hanno dato vita a Roma a una manifestazione di protesta sotto lo studio dove si svolgeva l’assemblea dei soci di Aferpi.
«Quando il vostro gruppo nel dicembre 2014 ha presentato un’offerta vincolante per l’acquisto dello stabilimento – si legge – avete trovato un’intera comunità che vi ha dato fiducia e migliaia di lavoratori pronti a sacrificare importanti parti del proprio già basso stipendio, credendo nel vostro progetto siderurgico-logistico-agroindustriale. Oggi – prosegue la lettera – sono trascorsi oltre 30 mesi e crediamo che perfino voi vi rendiate conto che la situazione non è più tollerabile. È evidente che i vostri problemi finanziari, la vostra totale non conoscenza di un settore così complesso come quello della siderurgia hanno reso il progetto irrealizzabile».
«A nome della Val di Cornia e di migliaia di lavoratori – scrivono i sindacati – vi chiediamo di fermarvi, di fare un passo indietro riconoscendo l’incapacità e impossibilità a realizzare il vostro ambizioso progetto. Se decidete di andare avanti, aggraverete una situazione già oggi insostenibile: tutti i treni di laminazione fermi, investimenti e smantellamenti mai partiti, clienti e mercato persi e difficilmente recuperabili. Fermatevi, smettete di prendere in giro questo territorio che ha una storia centenaria nella siderurgia».
«Quando il vostro gruppo nel dicembre 2014 ha presentato un’offerta vincolante per l’acquisto dello stabilimento – si legge – avete trovato un’intera comunità che vi ha dato fiducia e migliaia di lavoratori pronti a sacrificare importanti parti del proprio già basso stipendio, credendo nel vostro progetto siderurgico-logistico-agroindustriale. Oggi – prosegue la lettera – sono trascorsi oltre 30 mesi e crediamo che perfino voi vi rendiate conto che la situazione non è più tollerabile. È evidente che i vostri problemi finanziari, la vostra totale non conoscenza di un settore così complesso come quello della siderurgia hanno reso il progetto irrealizzabile».
«A nome della Val di Cornia e di migliaia di lavoratori – scrivono i sindacati – vi chiediamo di fermarvi, di fare un passo indietro riconoscendo l’incapacità e impossibilità a realizzare il vostro ambizioso progetto. Se decidete di andare avanti, aggraverete una situazione già oggi insostenibile: tutti i treni di laminazione fermi, investimenti e smantellamenti mai partiti, clienti e mercato persi e difficilmente recuperabili. Fermatevi, smettete di prendere in giro questo territorio che ha una storia centenaria nella siderurgia».
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