andranno alla foresiana
Il figlio di Barbiellini Amidei dona 300 libri del padre
PORTOFERRAIO. «Gentile sindaco, gentile vice sindaco, vi confermo, dopo il nostro incontro avvenuto nella riunione della giunta comunale, la volontà di mia sorella Beatrice e mia, di donare alla...
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PORTOFERRAIO. «Gentile sindaco, gentile vice sindaco, vi confermo, dopo il nostro incontro avvenuto nella riunione della giunta comunale, la volontà di mia sorella Beatrice e mia, di donare alla biblioteca Foresiana, circa trecento libri che nostro padre Gaspare aveva nella sua casa di Roma; una biblioteca fatta di testi di sociologia, politica, storia, teologia e letteratura italiana e straniera, usata per il suo lavoro di giornalista e scrittore, tra la fine degli anni 80 e il 2007, anno della sua prematura morte».
Comincia così la lettera che Federico Barbiellini Amidei ha inviato di recente a Mario Ferrari e Roberto Marini, onorati della donazione prestigiosa.
Un gesto di amore degli eredi di chi ha avuto un forte legame con l'isola, un elbano nato in realtà su una nave al largo.
Barbiellini Amidei, infatti, ebbe a dirci in una intervista per il Tirreno: «Sono nato nel 1934, in mezzo al mare Arabico, lo certifica la mia carta d'identità. Mia madre Anna Maria Pullé mi partorì sulla nave "Conte Rosso", mentre seguiva mio padre Bernardo in missione diplomatica verso l'Oriente».
E il noto personaggio ricevette la cittadinanza onoraria nel 2001, dal sindaco Giovanni Ageno.
«Importante, - dice il figlio Federico- come convenuto con la giunta comunale, che la raccolta libraria di mio padre possa trovare una collocazione specifica e autonoma, nell'ambito della Foresiana, in modo da conservare il suo valore documentale unitario e di identità. Potrà servire a giovani giornalisti, studiosi, per delle ricerche e quindi potrà risultare un potenziamento della biblioteca comunale».
«Immagino di poter vedere realizzata l'inaugurazione, entro la prossima estate del 2018».
Si sta quindi per realizzare un'azione culturale significativa per la città medicea e napoleonica, grazie al Gaspare isolano, che da piccolo passava sei mesi a godersi il paradiso elbano e prosegue, la sua presenza-testimonianza, anche in questo modo.
E anche Eugenio Montale dedicò una poesia al giornalista elbano: «Non so se preferisco il giornalista o il brillante scrittore, l'amico sincero o l'uomo d'onore. Certo il giovin signore ha una marcia in più...».
Stefano Bramanti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Comincia così la lettera che Federico Barbiellini Amidei ha inviato di recente a Mario Ferrari e Roberto Marini, onorati della donazione prestigiosa.
Un gesto di amore degli eredi di chi ha avuto un forte legame con l'isola, un elbano nato in realtà su una nave al largo.
Barbiellini Amidei, infatti, ebbe a dirci in una intervista per il Tirreno: «Sono nato nel 1934, in mezzo al mare Arabico, lo certifica la mia carta d'identità. Mia madre Anna Maria Pullé mi partorì sulla nave "Conte Rosso", mentre seguiva mio padre Bernardo in missione diplomatica verso l'Oriente».
E il noto personaggio ricevette la cittadinanza onoraria nel 2001, dal sindaco Giovanni Ageno.
«Importante, - dice il figlio Federico- come convenuto con la giunta comunale, che la raccolta libraria di mio padre possa trovare una collocazione specifica e autonoma, nell'ambito della Foresiana, in modo da conservare il suo valore documentale unitario e di identità. Potrà servire a giovani giornalisti, studiosi, per delle ricerche e quindi potrà risultare un potenziamento della biblioteca comunale».
«Immagino di poter vedere realizzata l'inaugurazione, entro la prossima estate del 2018».
Si sta quindi per realizzare un'azione culturale significativa per la città medicea e napoleonica, grazie al Gaspare isolano, che da piccolo passava sei mesi a godersi il paradiso elbano e prosegue, la sua presenza-testimonianza, anche in questo modo.
E anche Eugenio Montale dedicò una poesia al giornalista elbano: «Non so se preferisco il giornalista o il brillante scrittore, l'amico sincero o l'uomo d'onore. Certo il giovin signore ha una marcia in più...».
Stefano Bramanti
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