Il Tirreno

I cittadini replicano a Papi «È in piena contraddizione»

I cittadini replicano a Papi «È in piena contraddizione»

Gli abitanti della zona della Crocetta contestano le parole del sindaco: «Non si capisce perché sia favorevole alla cava e contrario al dissalatore» 

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PORTO AZZURRO. L’ampliamento della Cava Eurit continua a far discutere. Il sindaco Papi si era dichiarato favorevole al progetto soprattutto per non far perdere posti di lavoro. Ora tornano alla carica gli abitanti della zona della Crocetta, dove insiste la cava di caolino. Non sono disposti a deporre le armi anche se la decisione del sindaco lascia «molto poco o per nulla spazio – dicono – ad un dialogo o serena discussione sull’ampliamento della miniera. Già l’iter stesso della pratica, svolta in silenzio confermava l’intenzione dell’Amministrazione Comunale di procedere secondo le richieste dell’Eurit, senza avviare preliminarmente alcun incontro o dialogo con la cittadinanza e con i diretti interessati». Pur ritenendo legittima la preoccupazione del sindaco Papi che ha parlato di 20 dipendenti che perderebbero il lavoro ricordano che sul sito di Eurit «si legge di 17 addetti su due sedi, Porto Azzurro e Roccastrada» e che solo pochi anni fa, nel 2013 aveva chiesto e ottenuto la proroga della concessione fino al 2031 con le stesse motivazioni per cui oggi chiedono l’ampliamento «e cioè scarsità di materiale e di conseguenza possibile chiusura della miniera; a cinque anni di distanza si chiede l’ampliamento della miniera, con l’escavazione di una collina, ed il raddoppio della produzione di minerale adducendo la motivazione che se il materiale è scadente vanno tutti a casa, per un business economico privato complessivo dai 250 ai 400 milioni di euro». Produzione e posti di lavoro su cui diventa inevitabile per i cittadini il paragone con il progetto del dissalatore di Mola. «Appare contraddittorio l’atteggiamento del sindaco Papi, di totale disponibilità verso l’escavazione di una collina a Porto Azzurro con i relativi danni ambientali e paesaggistici, nonché turistici, e la ferrea ostilità nei confronti di un’opera, prevista in un altro comune, come il dissalatore di Mola». Un’opera su cui anche gli abitanti della Cricetta hanno qualche perplessità. «Ma che – dicono rivolgendosi a Papi – ragionando seguendo la logica del sindaco di Porto Azzurro, porterà lavoro, occupazione e benefici per tutta la comunità elbana vista l’essenzialità della risorsa acqua». La richiesta dei cittadini è che nella valutazione globale, ambientale ed economica si consideri come e quanto vengano penalizzati tutti quelli che hanno investito nella valorizzazione del territorio, attraverso il recupero di aree agricole abbandonate, di ristrutturazione di case e abitazioni fatiscenti: «Portando valore aggiunto in termini di turismo, di indotto e di ospiti attratti dalla bellezza e naturalità dell’isola. La differenza sta nel modo in cui pensiamo e costruiamo il nostro futuro: c’è chi investe le proprie risorse per rendere più bella e fruibile l’isola (e Porto Azzurro) e chi invece investe per sfruttare le risorse dell’isola. A chi dobbiamo dare ascolto?».

Antonella Danesi

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