Il dolore
Poste rallentate, Giannoni non ci sta
«No alla riduzione della consegna della corrispondenza, è un servizio importante»
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MONTEVERDI. «Nessun avviso scritto al Comune, nessun contatto telefonico: hanno deciso tutto da soli senza alcun rispetto istituzionale». E’ arrabbiato con Poste italiane il sindaco Carlo Giannoni, dopo aver appreso dal Tirreno che da dicembre verrà ridotto il servizio di consegna a domicilio della corrispondenza. Come prima risposta ha messo per scritto la protesta di Monteverdi in una lettera al dirigente provinciale delle Poste. Una successiva azione mobiliterà i sindaci dell’Unione Montana (Monteverdi, Montecatini, Pomarance) e degli altri comuni dell’Alta Val di Cecina.
A Monteverdi un foglietto lasciato nelle cassette delle lettere ha informato i cittadini della riduzione del servizio di consegna a domicilio. Una decisione, quella di Poste italiane, prevedibile, secondo alcuni, dopo che la Spa era stata costretta dal Tar a fare marcia indietro sulla chiusura di molti sportelli nei piccoli comuni della Toscana: sconfitta su quel fronte, attacca su un altro con l’obiettivo di «rendere sostenibile la fornitura del servizio – si legge nel volantino consegnato ai cittadini – in un mercato caratterizzato da un trend decrescente dei volumi postali».
«Se le ragioni di bilancio hanno un fondamento – argomenta il sindaco – è pur vero che la rarefazione del servizio nelle città, come osserva Poste Italiane, ha un peso ben diverso dalle piccole realtà. Qui non c’è ancora la facilità di accesso a internet come nei centri urbani, qui c’è una popolazione di anziani e la posta resta un servizio vitale». Le modifiche introdotte da Poste interessano anche il prelievo delle lettere dalle cassette (una settimana lunedì, mercoledì e venerdì, la settimana successiva martedì e giovedì), invariati i tempi presso l’Ufficio postale, mentre la posta prioritaria viaggerà rallentata: 3 giorni oltre quello dell’accettazione. «Questa scelta di Poste – conclude Giannoni – attualizza il detto che lo Stato con una mano dà e con l’altra prende: al Senato è stata approvata la legge per combattere lo spopolamento dei piccoli comuni, ora Poste, controllata dello Stato, s’ingegna per favorirlo». (g.p.)
A Monteverdi un foglietto lasciato nelle cassette delle lettere ha informato i cittadini della riduzione del servizio di consegna a domicilio. Una decisione, quella di Poste italiane, prevedibile, secondo alcuni, dopo che la Spa era stata costretta dal Tar a fare marcia indietro sulla chiusura di molti sportelli nei piccoli comuni della Toscana: sconfitta su quel fronte, attacca su un altro con l’obiettivo di «rendere sostenibile la fornitura del servizio – si legge nel volantino consegnato ai cittadini – in un mercato caratterizzato da un trend decrescente dei volumi postali».
«Se le ragioni di bilancio hanno un fondamento – argomenta il sindaco – è pur vero che la rarefazione del servizio nelle città, come osserva Poste Italiane, ha un peso ben diverso dalle piccole realtà. Qui non c’è ancora la facilità di accesso a internet come nei centri urbani, qui c’è una popolazione di anziani e la posta resta un servizio vitale». Le modifiche introdotte da Poste interessano anche il prelievo delle lettere dalle cassette (una settimana lunedì, mercoledì e venerdì, la settimana successiva martedì e giovedì), invariati i tempi presso l’Ufficio postale, mentre la posta prioritaria viaggerà rallentata: 3 giorni oltre quello dell’accettazione. «Questa scelta di Poste – conclude Giannoni – attualizza il detto che lo Stato con una mano dà e con l’altra prende: al Senato è stata approvata la legge per combattere lo spopolamento dei piccoli comuni, ora Poste, controllata dello Stato, s’ingegna per favorirlo». (g.p.)
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