Sicurezza
«Ora investiamo sull’arredo urbano»
I numeri del biennio per il settore sono positivi ma il vicesindaco Ferrini annuncia nuovi interventi
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PIOMBINO. Nuova imprenditoria, turismo, opere pubbliche e arredi urbani per rilanciare il commercio A partire dagli ultimi dati sulle aperture e chiusure dei negozi, il vicesindaco Srefano Ferrini traccia le sue linee di azione per lo sviluppo della città.
Una riflessione che arriva quasi a fine anno «quando l’esigenza di un bilancio sulla situazione del commercio a Piombino si pone», sostiene Ferrini, spiegando che il suo intervento, «che parte da semplici dati numerici, e vuole essere uno stimolo all’apertura di un ampio dibattito sul tema, provando nel contempo ad indicare delle strade da battere».
Partendo dai dati, che riguardano tutto il 2016 ed 2017 il vicesindaco spiega «come la somma tra le aperture di nuove attività – dice Ferrini – con i subingressi meno le cessazioni dà un risultato complessivamente positivo (+85) che riguarda prima di tutto i pubblici esercizi (+41) e in misura minore le attività non alimentari (+ 26), con a seguire le alimentari (+ 10) e le strutture ricettive (+ 8). Possiamo quindi dire, interpretando i dati, che dal 2016 al 2017 il numero delle attività aperte, comprensive dei subingressi, è stato maggiore di quello della attività chiuse».
Tutto a posto quindi? «Manco per sogno – dice il vicesindaco e assessore alle attività produttive – Il dato mostra la precarietà della situazione, dato che nel 2017 il minor numero di cessazioni deriva probabilmente dal maggior numero dei subingressi (che ammontano circa al 40% della somma tra aperture e cessazioni)».
Cosa fare quindi? Per Ferrini «le risposte non sono semplici. Occorre animare la città con iniziative nei vari periodi dell’anno, non solo in quelli dove il flusso turistico è alto. Per questo abbiamo investito su Halloween, per questo investiremo per quanto possibile sul periodo natalizio, sul Carnevale, per questo incentiviamo le iniziative fuori dall’alta stagione. Su questo c’è piena convergenza del resto con Confesercenti, Confcommercio e Cna che sposano appieno questa strategia».
La riflessione del vicesindaco lo porta però a sostenere che «occorrono anche azioni strutturali. Dobbiamo creare ovviamente più reddito in città favorendo la creazione di nuove opportunità imprenditoriali. Colmata, le aree portuali per nuove imprese che hanno già intrapreso l’iter necessario per insediarsi, le varianti al Regolamento urbanistico dell’assessora Carla Maestrini vanno in questa direzione».
Per lui quindi «fare del turismo un’industria significa appunto, come abbiamo più volte detto, creare reddito stabile. Anche il nuovo Piano strutturale dovrà andare in questa direzione. Dobbiamo investire sulle opere pubbliche e la risistemazione in termini di arredo urbano per corso Italia e piazza Verdi (quest’ultima già a partire dai primi mesi del 2018, come deciso in giunta), il salotto della città da troppi anni trasandato, per ridare vitalità, senza dimenticare le azioni sul resto della città, vanno anch’esse in questa direzione».
«Occorrono poi azioni sulla viabilità con nuovi sensi unici e rivisitazione di alcuni esistenti, parcheggi con disco orario e a pagamento per favorire il ricambio ed anche nuovi parcheggi a ridosso del centro – prosegue il vicesindaco – che possono incentivare il commercio. Su questo tema occorre impostare direttamente una concertazione con le associazioni di categoria e il Comune per meglio cogliere le opportunità da inserire nel Piano della mobilità».
Infine Ferrini vuole «rassicurare sul fatto che nessuno spostamento del mercato settimanale è nelle previsioni di questo assessorato (anche perché deve essere previsto dal Piano del commercio su aree pubbliche e a meno di modifiche decise dal consiglio comunale nessun altro strumento può determinarlo) e che comunque ogni passaggio, anche in presenza di esigenze legittime di sicurezza o altro, sarà oggetto appunto di quella concertazione indispensabile per condividere progetti ed obiettivi strategici».
Gli obiettivi e la metodologia di confronto, conclude il vicesindaco, «saranno definiti in un protocollo di intesa sul commercio e l’artigianato su cui a breve inizieremo un confronto per arrivare a firmarlo entro l’anno o i primi del 2018. I dati da cui siamo partiti devono spingerci a muovere tutte le pedine per raggiungere il risultato di dare una prospettiva di sviluppo per questa città nella quale il commercio e l’artigianato possano svolgere un ruolo di primo piano».
Una riflessione che arriva quasi a fine anno «quando l’esigenza di un bilancio sulla situazione del commercio a Piombino si pone», sostiene Ferrini, spiegando che il suo intervento, «che parte da semplici dati numerici, e vuole essere uno stimolo all’apertura di un ampio dibattito sul tema, provando nel contempo ad indicare delle strade da battere».
Partendo dai dati, che riguardano tutto il 2016 ed 2017 il vicesindaco spiega «come la somma tra le aperture di nuove attività – dice Ferrini – con i subingressi meno le cessazioni dà un risultato complessivamente positivo (+85) che riguarda prima di tutto i pubblici esercizi (+41) e in misura minore le attività non alimentari (+ 26), con a seguire le alimentari (+ 10) e le strutture ricettive (+ 8). Possiamo quindi dire, interpretando i dati, che dal 2016 al 2017 il numero delle attività aperte, comprensive dei subingressi, è stato maggiore di quello della attività chiuse».
Tutto a posto quindi? «Manco per sogno – dice il vicesindaco e assessore alle attività produttive – Il dato mostra la precarietà della situazione, dato che nel 2017 il minor numero di cessazioni deriva probabilmente dal maggior numero dei subingressi (che ammontano circa al 40% della somma tra aperture e cessazioni)».
Cosa fare quindi? Per Ferrini «le risposte non sono semplici. Occorre animare la città con iniziative nei vari periodi dell’anno, non solo in quelli dove il flusso turistico è alto. Per questo abbiamo investito su Halloween, per questo investiremo per quanto possibile sul periodo natalizio, sul Carnevale, per questo incentiviamo le iniziative fuori dall’alta stagione. Su questo c’è piena convergenza del resto con Confesercenti, Confcommercio e Cna che sposano appieno questa strategia».
La riflessione del vicesindaco lo porta però a sostenere che «occorrono anche azioni strutturali. Dobbiamo creare ovviamente più reddito in città favorendo la creazione di nuove opportunità imprenditoriali. Colmata, le aree portuali per nuove imprese che hanno già intrapreso l’iter necessario per insediarsi, le varianti al Regolamento urbanistico dell’assessora Carla Maestrini vanno in questa direzione».
Per lui quindi «fare del turismo un’industria significa appunto, come abbiamo più volte detto, creare reddito stabile. Anche il nuovo Piano strutturale dovrà andare in questa direzione. Dobbiamo investire sulle opere pubbliche e la risistemazione in termini di arredo urbano per corso Italia e piazza Verdi (quest’ultima già a partire dai primi mesi del 2018, come deciso in giunta), il salotto della città da troppi anni trasandato, per ridare vitalità, senza dimenticare le azioni sul resto della città, vanno anch’esse in questa direzione».
«Occorrono poi azioni sulla viabilità con nuovi sensi unici e rivisitazione di alcuni esistenti, parcheggi con disco orario e a pagamento per favorire il ricambio ed anche nuovi parcheggi a ridosso del centro – prosegue il vicesindaco – che possono incentivare il commercio. Su questo tema occorre impostare direttamente una concertazione con le associazioni di categoria e il Comune per meglio cogliere le opportunità da inserire nel Piano della mobilità».
Infine Ferrini vuole «rassicurare sul fatto che nessuno spostamento del mercato settimanale è nelle previsioni di questo assessorato (anche perché deve essere previsto dal Piano del commercio su aree pubbliche e a meno di modifiche decise dal consiglio comunale nessun altro strumento può determinarlo) e che comunque ogni passaggio, anche in presenza di esigenze legittime di sicurezza o altro, sarà oggetto appunto di quella concertazione indispensabile per condividere progetti ed obiettivi strategici».
Gli obiettivi e la metodologia di confronto, conclude il vicesindaco, «saranno definiti in un protocollo di intesa sul commercio e l’artigianato su cui a breve inizieremo un confronto per arrivare a firmarlo entro l’anno o i primi del 2018. I dati da cui siamo partiti devono spingerci a muovere tutte le pedine per raggiungere il risultato di dare una prospettiva di sviluppo per questa città nella quale il commercio e l’artigianato possano svolgere un ruolo di primo piano».
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