Il Tirreno

TRA RICORDI, PROMESSE E DELUSIONI

Ogni volta che si parla di stadio Magona sono dolori. Negli anni Novanta, dichiarata l’inagibilità della grande tribuna coperta, si andò avanti per un po’ come se nulla fosse. Poi un bel giorno,...

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Ogni volta che si parla di stadio Magona sono dolori. Negli anni Novanta, dichiarata l’inagibilità della grande tribuna coperta, si andò avanti per un po’ come se nulla fosse. Poi un bel giorno, quando fra il pubblico seduto in tribuna Il Tirreno riconobbe anche un vicequestore, e lo scrisse, la soluzione fu rapida quanto drastica: tribuna chiusa e abbattuta. Da allora, lì c’è il niente. Di fronte, in gradinata, c’è una tribunetta coperta acquistata dal Comune dieci anni fa, capienza 193 posti. L’Atletico Piombino poi ne ha installata un’altra più piccola (una sessantina di posti) e scoperta, lato palazzina, agibile un po’ sì e un po’ no.

E il povero Magona non trova pace. Costruito negli anni Cinquanta, per la serie B, nel giugno del 1997 lo stadio (già dichiarato fuori regola sia dalla questura che dalla Figc) fu donato dall’azienda al Comune. Con 120 milioni di vecchie lire il campo fu sistemato e nel ’98 tornò parzialmente agibile. In quei giorni il Comune (giunta Guerrieri) annunciò di aver ottenuto dal Credito sportivo un mutuo di due miliardi e 250 milioni (sempre di lire) e di aver già stanziato in bilancio la prima delle tre tranche da 750 milioni. L’ex assessore Luigi Faggiani preannunciò la trasformazione del vecchio Magona «in uno stadio alla maniera spagnola, con tribune confortevoli e una capienza di tre-quattromila posti, il più bello in circolazione. Una gradinata, una tribuna, due curve» e cotillon vari. Questo prima delle elezioni. Dopo, si scoprì che i conti non tornavano e il cerino finì in mano ad altri.

Successivamente (giunta Anselmi) si parlò di radere tutto al suolo, spostarci la Coop e costruire uno stadio altrove. L’unico raso al suolo fu il sussidiario, il “campino marrone”, dove ora c’è il parcheggio. E la Coop è già tanto se rimane dov’è.

Il glorioso stadio intanto regge l’anima coi denti anche adesso (giunta Giuliani). Il presidente Spagnesi mesi fa ebbe una visione e, al risveglio, gettò sul web lo scintillante progetto di un centro sportivo. Progetto rientrato nel mondo dei sogni. Ci vorrebbe almeno un milione di euro. Giuliani sostiene di averne già speso almeno mezzo in questi anni per il Magona. E con la crisi che c’è, con gli sfratti, con le famiglie sempre più in ginocchio, lo stadio è l’ultimo dei pensieri. (a. d. g.)

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