Italia
L’impianto contro la siccità che garantirà 80 l/s d’acqua
CAPOLIVERI. Il dissalatore è considerato la via più breve per dare all’Elba un minimo di autonomia idrica. Costerà circa 14 milioni, di cui 4 saranno coperti dalla tariffazione, gli altri arriveranno dai finanziamenti delle istituzioni. I lavori dovrebbero iniziare nel 2018 e concludersi in due anni. Aspirerà acqua salata da Mola, la filtrerà e poi estrarrà quella dolce con il processo dell’osmosi inversa, per poi scaricare la salamoia in mare lungo un tubo costruito su una parte della spiaggia di Lido di Capoliveri. L’impianto garantirà 80 litri d’acqua al secondo, coprendo solo in parte quanto garantito attualmente dalla condotta sottomarina, ma in futuro potrà essere ampliato fino a garantire 160 litri al secondo.
Il progetto definitivo è stato approvato lo scorso giugno dall’Autorità idrica della Toscana che in questo modo conta di alleviare la sete cronica dell’isola, compiendo il primo passo verso l’autonomia idrica elbana.
La realizzazione del dissalatore è prevista sul territorio capoliverese. E il sindaco Ruggero Barbetti ha più volte difeso il progetto sostenendo pubblicamente di fidarsi dei tecnici di Asa e ritenendo l’intervento vitale per scongiurare danni al turismo in caso di un’eventuale rottura della condotta sottomarina. Dallo scorso settembre, tuttavia, il dissalatore è finito al centro delle proteste del comitato, composto in larga parte da residenti e imprenditori di Mola e Lido, preoccupati dall’impatto dell’impianto e per le ricadute negative dal punto di vista turistico.
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