La manifestazione
Aveva un chilo di hashish arrestato per due volte
Prima va ai domiciliari, poi evade e i carabinieri lo prendono di nuovo Il giudice dispone la custodia in carcere, udienza di merito il 21 novembre
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CAMPIGLIA. Urlava frasi senza senso davanti alla caserma dei carabinieri, molto probabilmente sotto l’effetto di stupefacenti. Così i militari hanno perquisito la sua casa e gli hanno trovato quasi un chilo di hashish. L’uomo è stato arrestato e resterà in carcere almeno fino al 21 novembre, quando ci sarà l’udienza di merito
Erano da poco passate le 23 di sabato scorso, quando un uomo si presentava presso la Stazione Carabinieri di Campiglia suonando il campanello e dando chiari segnali di un suo evidente stato di alterazione psicofisica.
Così sul posto intervenivano i carabinieri di Venturina Terme che tentavano di capire il comportamento dell’uomo che pronunciava una serie di frasi senza un senso logico. Lo stesso veniva quindi identificato in Alessandro Ferroni, 35 anni, con alle spalle numerosi precedenti penali soprattutto connessi alle sostanze stupefacenti.
I militari decidevano quindi di sottoporre l’uomo ad accurata perquisizione personale e domiciliare che portava alla luce che lo stesso deteneva illegalmente presso la propria abitazione complessivamente 950 grammi di hashish, suddivisi in 9 panetti da 100 grammi ciascuno e altri 12 frammenti della medesima sostanza già suddivisa in dosi.
Nel corso della perquisizione veniva rinvenuto altro materiale utile per il taglio della droga che veniva tutto sottoposto a sequestro penale.
Il Ferroni veniva quindi tratto in arresto per il reato di detenzione fini spaccio sostanze stupefacenti e, su disposizione del pm di turno dottoressa Tenerani, portato a casa sua in regime di arresti domiciliari.
Ma nel pomeriggio di domenica 30 ottobre, lo stesso Ferroni, anziché rimanere in casa così come ordinato dall’autorità giudiziaria, veniva notato e controllato da una pattuglia del Radiomobile di Piombino nelle vie del centro di Campiglia.
I militari immediatamente lo bloccavano e lo conducevano presso la caserma di via Giordano Bruno ove, terminate le formalità di rito, lo arrestavano nuovamente per il reato di evasione.
Questa volta Alessandro Ferroni, su disposizione del pm, veniva trattenuto presso la camera di sicurezza del Comando provinciale di Livorno in attesa della celebrazione del processo per direttissima. In questa sede il giudice, dopo aver convalido entrambi gli arresti, accoglieva la richiesta dei termini a difesa dell’avvocato difensore fissando una nuova data di udienza per il 21 novembre. Al tempo stesso, però, disponeva la custodia cautelare in carcere.
Erano da poco passate le 23 di sabato scorso, quando un uomo si presentava presso la Stazione Carabinieri di Campiglia suonando il campanello e dando chiari segnali di un suo evidente stato di alterazione psicofisica.
Così sul posto intervenivano i carabinieri di Venturina Terme che tentavano di capire il comportamento dell’uomo che pronunciava una serie di frasi senza un senso logico. Lo stesso veniva quindi identificato in Alessandro Ferroni, 35 anni, con alle spalle numerosi precedenti penali soprattutto connessi alle sostanze stupefacenti.
I militari decidevano quindi di sottoporre l’uomo ad accurata perquisizione personale e domiciliare che portava alla luce che lo stesso deteneva illegalmente presso la propria abitazione complessivamente 950 grammi di hashish, suddivisi in 9 panetti da 100 grammi ciascuno e altri 12 frammenti della medesima sostanza già suddivisa in dosi.
Nel corso della perquisizione veniva rinvenuto altro materiale utile per il taglio della droga che veniva tutto sottoposto a sequestro penale.
Il Ferroni veniva quindi tratto in arresto per il reato di detenzione fini spaccio sostanze stupefacenti e, su disposizione del pm di turno dottoressa Tenerani, portato a casa sua in regime di arresti domiciliari.
Ma nel pomeriggio di domenica 30 ottobre, lo stesso Ferroni, anziché rimanere in casa così come ordinato dall’autorità giudiziaria, veniva notato e controllato da una pattuglia del Radiomobile di Piombino nelle vie del centro di Campiglia.
I militari immediatamente lo bloccavano e lo conducevano presso la caserma di via Giordano Bruno ove, terminate le formalità di rito, lo arrestavano nuovamente per il reato di evasione.
Questa volta Alessandro Ferroni, su disposizione del pm, veniva trattenuto presso la camera di sicurezza del Comando provinciale di Livorno in attesa della celebrazione del processo per direttissima. In questa sede il giudice, dopo aver convalido entrambi gli arresti, accoglieva la richiesta dei termini a difesa dell’avvocato difensore fissando una nuova data di udienza per il 21 novembre. Al tempo stesso, però, disponeva la custodia cautelare in carcere.
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