Sicurezza
Ecco il Ceccherelli, obiettivo accoglienza e cambio di passo
di Guido Fiorini
Il preside Carlo Maccanti: «Quando sono arrivato l’istituto pareva Alcatraz. Ora sta mutando del tutto volto»
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PIOMBINO. Una scuola, l’Einaudi Ceccherelli, che sta rinascendo, si sta... colorando, sta diventando più accogliente e sta offrendo sempre più opportunità a chi la frequenta.
Riuscendo, al tempo stesso, a gestire una serie di situazioni difficili che, fino all’anno scorso, creavano problemi al corpo docente e agli altri ragazzi.
L’Einaudi ha sede in viale Michelangelo e ospita le prime dell’enogastronomico e il tecnico, mentre il Ceccherelli è in via della Pace e ospita il professionale, nelle sue tre declinazioni: enogastronomico, dalla seconda in su, socio sanitario e grafico commerciale.
Il preside, Carlo Maccanti, è al suo secondo anno di dirigenza dell’istituto. «L’anno scorso – spiega - quando arrivai in questa scuola, si riferisce al Ceccherelli – mi sembrò di entrare ad Alcatraz, chi l’ha progettata ha pensato forse al braccio di una prigione, era grigia e tetra. Per questo sin dall’inizio del mio mandato ho lavorato, insieme alla professoressa Lara Aldrovandi (che si occupa di disegno, ndr) ad abbellire la scuola, a renderla più accogliente. Un ragazzo di 15 anni che arriva in un istituto ha diritto che sia un ambiente bello».
Così sono arrivate le composizioni ceramiche di Debora Ciolli all’ingresso, si sta lavorando per creare una vera e propria reception tipo albergo, sono state inaugurate le cucine e la sala da pranzo, dopo dieci anni dall’inizio dei lavori. E, alla ricreazione, sono gli stessi ragazzi dell’enogastronomico che preparano la colazione per gli altri.
«L’anno scorso ho anche trovato, concentrata in questo plesso, un’utenza definiamola “particolare”, i figli di famiglie con problemi. Tenendoli tutti qui si creavano focalai. Così nello scorso anno scolastico ci furono molte sospensioni, troppe direi».
Ecco che già l’anno scorso è stato deciso di intervenire su tre fronti: «Già nello scorso anno scolastico abbiamo deciso di trasformare tutte le sospensioni in attività rieducative, anche in collaborazione con la San Vincendo De Paoli. Poi abbiamo deciso di premiare i ragazzi migliori, con le “masterclass”. In sostanza gli studenti con buone pagelle hanno la possibilità di essere ospitati o in aziende locali (come la pasticerria Amanti o il ristorante Ubaldino, ndr), mentre quelli di quarta e quinta sono ospitati in università del settore o in alberghi con chef stellati. Infine, come terza misura, abbiamo coinvolto il Comune, in particolare l’assessore ai servizi sociali Margherita Di Giorgi, per affrontare insieme a loro i casi più problematici, visto che spesso il disagio è legato anche alle famiglie. Stiamo facendo un percorso insieme».
Quest’anno, poi, il preside Maccanti ha preso una decisione rivoluzionaria, spostando tutte le prime classi dell’enogastronomico nel plesso di viale Michelangelo, l’Einaudi.
«Questo ci consente di tenere separati i casi problematici e di poterli controllare meglio, evitando che siano trascinati da quelli più grandi. Fra l’altro questi ragazzi che, sia chiaro, sono 5-6 su 670, possono stare a contatto con i “colleghi” del tecnico che sono tutti molto propensi allo studio. Il nuovo equilibrio sta funzionando e ha portato tranquillità anche al Ceccherelli».
Qualche giorno fa Il Tirreno scrisse di un episodio avvenuto in una classe, che ha portato a una sospensione di un ragazzo: «In realtà si è trattato di un caso quasi “normale” in una scuola, peraltro riportato con particolari eccessivi. Succedono queste cose e non meritava l’attenzione del giornale. E stiamo lavorando, come detto, perché la scuola sia sempre più accogliente e tranquilla. E lo dimostra il fatto che i nostri ragazzi si stanno facendo valere in numerosi concorsi del settore. E quando siamo a fare servizi nelle manifestazioni riceviamo sempre complimenti. Siamo alla svolta, insomma».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riuscendo, al tempo stesso, a gestire una serie di situazioni difficili che, fino all’anno scorso, creavano problemi al corpo docente e agli altri ragazzi.
L’Einaudi ha sede in viale Michelangelo e ospita le prime dell’enogastronomico e il tecnico, mentre il Ceccherelli è in via della Pace e ospita il professionale, nelle sue tre declinazioni: enogastronomico, dalla seconda in su, socio sanitario e grafico commerciale.
Il preside, Carlo Maccanti, è al suo secondo anno di dirigenza dell’istituto. «L’anno scorso – spiega - quando arrivai in questa scuola, si riferisce al Ceccherelli – mi sembrò di entrare ad Alcatraz, chi l’ha progettata ha pensato forse al braccio di una prigione, era grigia e tetra. Per questo sin dall’inizio del mio mandato ho lavorato, insieme alla professoressa Lara Aldrovandi (che si occupa di disegno, ndr) ad abbellire la scuola, a renderla più accogliente. Un ragazzo di 15 anni che arriva in un istituto ha diritto che sia un ambiente bello».
Così sono arrivate le composizioni ceramiche di Debora Ciolli all’ingresso, si sta lavorando per creare una vera e propria reception tipo albergo, sono state inaugurate le cucine e la sala da pranzo, dopo dieci anni dall’inizio dei lavori. E, alla ricreazione, sono gli stessi ragazzi dell’enogastronomico che preparano la colazione per gli altri.
«L’anno scorso ho anche trovato, concentrata in questo plesso, un’utenza definiamola “particolare”, i figli di famiglie con problemi. Tenendoli tutti qui si creavano focalai. Così nello scorso anno scolastico ci furono molte sospensioni, troppe direi».
Ecco che già l’anno scorso è stato deciso di intervenire su tre fronti: «Già nello scorso anno scolastico abbiamo deciso di trasformare tutte le sospensioni in attività rieducative, anche in collaborazione con la San Vincendo De Paoli. Poi abbiamo deciso di premiare i ragazzi migliori, con le “masterclass”. In sostanza gli studenti con buone pagelle hanno la possibilità di essere ospitati o in aziende locali (come la pasticerria Amanti o il ristorante Ubaldino, ndr), mentre quelli di quarta e quinta sono ospitati in università del settore o in alberghi con chef stellati. Infine, come terza misura, abbiamo coinvolto il Comune, in particolare l’assessore ai servizi sociali Margherita Di Giorgi, per affrontare insieme a loro i casi più problematici, visto che spesso il disagio è legato anche alle famiglie. Stiamo facendo un percorso insieme».
Quest’anno, poi, il preside Maccanti ha preso una decisione rivoluzionaria, spostando tutte le prime classi dell’enogastronomico nel plesso di viale Michelangelo, l’Einaudi.
«Questo ci consente di tenere separati i casi problematici e di poterli controllare meglio, evitando che siano trascinati da quelli più grandi. Fra l’altro questi ragazzi che, sia chiaro, sono 5-6 su 670, possono stare a contatto con i “colleghi” del tecnico che sono tutti molto propensi allo studio. Il nuovo equilibrio sta funzionando e ha portato tranquillità anche al Ceccherelli».
Qualche giorno fa Il Tirreno scrisse di un episodio avvenuto in una classe, che ha portato a una sospensione di un ragazzo: «In realtà si è trattato di un caso quasi “normale” in una scuola, peraltro riportato con particolari eccessivi. Succedono queste cose e non meritava l’attenzione del giornale. E stiamo lavorando, come detto, perché la scuola sia sempre più accogliente e tranquilla. E lo dimostra il fatto che i nostri ragazzi si stanno facendo valere in numerosi concorsi del settore. E quando siamo a fare servizi nelle manifestazioni riceviamo sempre complimenti. Siamo alla svolta, insomma».
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