Sicurezza
«Abusi da condannare, ma si può passare su strade classificate»
di Luca Centini
PORTOFERRAIO. Quelli di Legambiente? Impiccioni. I motociclisti? Indisciplinati e “ammazza parco”. È, in sintesi, la polarizzazione del dibattito social che scatta ogni volta che l’associazione...
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PORTOFERRAIO. Quelli di Legambiente? Impiccioni. I motociclisti? Indisciplinati e “ammazza parco”. È, in sintesi, la polarizzazione del dibattito social che scatta ogni volta che l’associazione ambientalista punta il dito sul rapporto (molto complicato) tra il Parco e la pratica dell’enduro. Una generalizzazione che tuttavia non piace a Stefano Grassini, presidente del Moto Club Isola d’Elba che conta qualche centinaio di iscritti, tra cui una cinquantina di enduristi attivi.
Frassini, ancora moto nel Parco. Come la mettiamo?
«Il Moto Club condanna gli abusi dei motociclisti che non rispettano le regole impartite dal codice della strada sui percorsi classificati e le regole del Parco nei sentieri non percorribili con mezzi a motore. Chi non rispetta le norme danneggia la nostra immagine e quella degli appassionati di enduro».
Paradossale, ma siete dalla stessa parte di Legambiente...
«Noi siamo dalla parte del Parco con il quale collaboriamo e parliamo da anni quando organizziamo sull’isola le nostre manifestazioni sportive».
Ma nel Parco in moto non ci si può andare. O no?
«Non è così più semplice. In tutte le strade classificate, a partire da quelle comunali e vicinali e anche private, noi possiamo passare, a patto di essere in regola con il codice della strada. Nei sentieri del Parco nazionale, invece, è vietato passare con le moto, cosa ben diversa dai sentieri al di fuori del Parco».
L’ultima segnalazione di Legambiente parla di moto lungo la Grande Traversata elbana...
«La Gte attraversa l’Elba e non passa solo dai sentieri del Parco, ma anche attraverso strade provinciali asfaltate, strade comunali, vicinali anche fuori Parco. Non è che non posso fare la Gte in moto, ma non posso fare i tratti di sentiero del Parco».
Ma il tratto incriminato era appena stato sistemato dal Parco con dei bei soldi...
«Bisogna vedere, se quel tratto è nel Parco allora Legambiente ha ragione. Se invece il tratto è in una strada comunale, benché con caratteristiche di un sentiero e anche se è stata rimessa a posto di recente, resta transitabile, a meno che il Comune non imponga un divieto preciso. È la classificazione, con le leggi che ci sono oggi, ad essere decisiva».
Ma almeno sapete chi sono quei motociclisti fotografati? L’Elba in fondo è piccola...
«All’Elba vengono turisti di ogni genere, non possiamo saperlo. Capisco che delle volte il traffico è troppo elevato, questo è vero. Ma come fai a impedire a un turista di venire all’Elba...».
Quindi è certo che non fossero elbani...
«Penso di no... anche se non posso dire con certezza chi ha fatto l’illecito, premesso che l’illecito ci sia».
Come si spiega questo rapporto così “muscolare” con Legambiente?
«Non conosco i signori di Legambiente, però vorrei avere con loro un confronto. Le giornalate e sempre le stesse proteste non risolvono il problema. Ben più utili sarebbero il dialogo e la concertazione. Altrimenti si fa una polemica fine a sé stessa».
Ma con il Parco non avete parlato? Il presidente Feri dice di voler riscrivere le regole ...
«Non abbiamo ancora preso contatti, ma questa settimana chiamerò la segreteria per fissare un appuntamento. L’obiettivo è continuare una collaborazione già avviata con Sammuri».
Frassini, ancora moto nel Parco. Come la mettiamo?
«Il Moto Club condanna gli abusi dei motociclisti che non rispettano le regole impartite dal codice della strada sui percorsi classificati e le regole del Parco nei sentieri non percorribili con mezzi a motore. Chi non rispetta le norme danneggia la nostra immagine e quella degli appassionati di enduro».
Paradossale, ma siete dalla stessa parte di Legambiente...
«Noi siamo dalla parte del Parco con il quale collaboriamo e parliamo da anni quando organizziamo sull’isola le nostre manifestazioni sportive».
Ma nel Parco in moto non ci si può andare. O no?
«Non è così più semplice. In tutte le strade classificate, a partire da quelle comunali e vicinali e anche private, noi possiamo passare, a patto di essere in regola con il codice della strada. Nei sentieri del Parco nazionale, invece, è vietato passare con le moto, cosa ben diversa dai sentieri al di fuori del Parco».
L’ultima segnalazione di Legambiente parla di moto lungo la Grande Traversata elbana...
«La Gte attraversa l’Elba e non passa solo dai sentieri del Parco, ma anche attraverso strade provinciali asfaltate, strade comunali, vicinali anche fuori Parco. Non è che non posso fare la Gte in moto, ma non posso fare i tratti di sentiero del Parco».
Ma il tratto incriminato era appena stato sistemato dal Parco con dei bei soldi...
«Bisogna vedere, se quel tratto è nel Parco allora Legambiente ha ragione. Se invece il tratto è in una strada comunale, benché con caratteristiche di un sentiero e anche se è stata rimessa a posto di recente, resta transitabile, a meno che il Comune non imponga un divieto preciso. È la classificazione, con le leggi che ci sono oggi, ad essere decisiva».
Ma almeno sapete chi sono quei motociclisti fotografati? L’Elba in fondo è piccola...
«All’Elba vengono turisti di ogni genere, non possiamo saperlo. Capisco che delle volte il traffico è troppo elevato, questo è vero. Ma come fai a impedire a un turista di venire all’Elba...».
Quindi è certo che non fossero elbani...
«Penso di no... anche se non posso dire con certezza chi ha fatto l’illecito, premesso che l’illecito ci sia».
Come si spiega questo rapporto così “muscolare” con Legambiente?
«Non conosco i signori di Legambiente, però vorrei avere con loro un confronto. Le giornalate e sempre le stesse proteste non risolvono il problema. Ben più utili sarebbero il dialogo e la concertazione. Altrimenti si fa una polemica fine a sé stessa».
Ma con il Parco non avete parlato? Il presidente Feri dice di voler riscrivere le regole ...
«Non abbiamo ancora preso contatti, ma questa settimana chiamerò la segreteria per fissare un appuntamento. L’obiettivo è continuare una collaborazione già avviata con Sammuri».
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