Sicurezza
Ancora moto da enduro lungo i sentieri del Parco
Legambiente immortala i centauri sulla Grande Traversata Elbana: "Vanificati i lavori di ripristino del Parco, ora basta con le prepotenze"
PORTOFERRAIO. Ancora moto da enduro lungo i sentieri dell'Elba, ancora polemiche con Legambiente in prima linea. Nei giorni scorsi al Cigno Verde dell'isola d'Elba sono arrivate numerose segnalazioni di escursionisti sulla presenza di motociclisti sui sentieri dell’Elba Orientale, il primo novembre è arrivata l’ennesima segnalazione, corredata da due filmati – dai quali sono tratte le foto - su quanto è accaduto nel pomeriggio "in piena Zona B _ fanno sapere da Legambiente - di riserva generale orientata del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano e nella Zona speciale di conservazione (Zsc - direttiva Ue habitat) e Zona di protezione speciale (Zps - Direttiva Ue Uccelli) Elba orientale e su sentieri che attraversano habitat prioritari".
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Le prime immagini inviate da Legambiente ritraggono tre moto che scendono dalla Grande Traversata Elbana (GTE), sentiero numero 62 (monte Capannello), dirette verso il tratto del sentiero 62 che va dall'Aia di Cacio alla Parata.
Il secondo video riprende altre tre moto che dal GTE 62 si dirigono dritte al sentiero 53 (Le Scalette), "quello dove - spiegano dal Cigno Verde - una troupe televisiva della nota trasmissione Report riprese il passaggio una gara nazionale di enduro lungo un percorso non autorizzato dal Parco nazionale dell’Arcipelago toscano e in violazione delle normative vigenti sulla Valutazione di incidenza".
L'associazione ambientalista spiega come il continuo passaggio delle moto da cross sulla sentieristica abbia vanificato e distrutto i lavori di ripristino dei sentieri realizzati dal Comune di Rio nell’Elba - grazie a interventi di associazioni locali – con un finanziamento del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano.
"E’ arrivato il momento - attaccano da Legambiente - di porre fine a queste distruttive scorribande dentro un Parco nazionale e lungo la GTE che devastano i sentieri, disturbano la fauna e sono un rischio per gli escursionisti. Occorre che Parco e Comuni mettano in atto le necessarie iniziative perché la prepotenza di pochi non vanifichi il risultato di soldi pubblici investiti per favorire il turismo escursionistico e tutelare l’ambiente".
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