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gastronomia
La riscoperta dei biscotti “Ossi di morto”
PORTOFERRAIO. Alvaro Claudi, noto chef, a suo tempo docente della scuola alberghiera dell'isola, autore di varie pubblicazioni, parla dei dolci dell'autunno e in particolare del novembre, rilanciando...
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PORTOFERRAIO. Alvaro Claudi, noto chef, a suo tempo docente della scuola alberghiera dell'isola, autore di varie pubblicazioni, parla dei dolci dell'autunno e in particolare del novembre, rilanciando gli Ossi di morto, in uso fin dall'antichità, nel periodo della ricorrenza del 2 del mese. «Sì- spiega Claudi - esistono tracce storiche che dicono di questo dolce di epoca medievale. È un biscotto e il suo consumo è presente in tutta Italia e anche all'Elba, sebbene ora sia un po' dimenticato. Da noi l'hanno portato senesi e maremmani, famiglie venute qua con l'avvento del nuovo lavoro di inizio 900, quello degli altiforni di Portoferraio. A Porto Santo Stefano c'è stata una festa dedicata a questo dolce. Di solito si fa con farina, strutto oppure olio extra vergine, miele o zucchero, cannella e del vino passito. Esiste pure una versione salata con anice. Varie le forme del biscotto, spesso simile al Tarallo circolare, oppure gli viene dato l'aspetto della tibia, di osso. Nel passato, in alcune zone, si facevano dei rinfreschi a margine del rito funebre ed era presente questo dolce. Nel mese di novembre poi si fanno anche le Schiaccunte, ancora presenti qua e poi il noto Castagnaccio».
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