Il Tirreno

«Ora bisogna puntare su soggetti credibili»

I sindacati (oggi in assemblea) rassicurati dal Governo sulla continuità degli ammortizzatori sociali

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PIOMBINO. Oggi i sindacati si riuniscono in assemblea per discutere l’esito dell’incontro di ieri al Mise. In realtà le assemblee sono due: alle 10 al Perticale quella di Fim, Fiom e Uilm, e alla stessa ora quella dell’Uglm, annunciata domenica, al Centro giovani.

Fim, Fiom e Uilm, dopo le polemiche dei giorni scorsi, ieri al termine dell’incontro hanno firmato unitariamente una nota in cui sostengono che «con l’ennesima lettera di intenti inviata al commissario Piero Nardi da Cevital, e letta dal ministro Carlo Calenda, , il gruppo algerino si è confermato inaffidabile sia sulla parte finanziaria del piano, che su quella occupazionale e industriale. Da registrare – proseguono Fim, Fiom e Uilm – che Cevital nonostante l’interesse di altri partner industriali sta evitando un possibile confronto con essi, rallentando la possibilità di ulteriori prospettive per il sito di Piombino»

«Il tempo è scaduto – ha sottolineato il segretario generale della Fim, Marco Bentivogli – e da domani occorre cambiare percorso e puntare su soggetti industriali più credibili. Il tempo passa e Piombino attende risposte non più rinviabili».

«Il Governo ha garantito sia la copertura economica in caso di commissariamento, sia la continuità degli ammortizzatori sociali – ha detto Francesca Re David, segretaria generale Fiom – Ci siamo finalmente liberati, anche se in ritardo, da un soggetto non affidabile».

«Noi prendiamo atto che gli impegni assunti dal ministero vengono mantenuti – ha aggiunto il segretario nazionale della Fiom, Rosario Rappa – seppure sottolineiamo il ritardo con cui si è riconosciuta l’inaffidabilità di Aferpi. Ora bisogna accelerare il percorso di rilancio e trovare un nuovo soggetto che riporti la produzione a Piombino, a partire dai gruppi che avevano manifestato interesse, cioè Jindal e British Steel».

Per Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, a questo punto «servono soluzioni credibili per il distretto industriale di Piombino e in particolare per lo stabilimento siderurgico che deve rimanere il cuore della produzione d’acciaio. È evidente – ha proseguito il leader della Uilm – che il gruppo algerino di Cevital fatica a dare le giuste garanzie. Si tratta di una situazione che, per forza di cose, deve spingere il governo a valutare, attraverso l’amministrazione straordinaria, dei nuovi compratori che possano, attraverso un coerente piano industriale, investire adeguatamente per rilevare gli asset di Aferpi e riavviare la produzione siderurgica».

Il presidente della Regione, Enrico Rossi non era presente all’incontro, in cui era rappresentato dal consigliere per le questioni del lavoro, Gianfranco Simoncini, che gli ha riferito l’esito dell’incontro.

«Prendo atto delle informazioni fornite dal ministro Calenda – dice Rossi in una nota – e condivido il percorso che ha illustrato. Per la Regione è infatti fondamentale che a Piombino si continui a produrre acciaio, salvaguardando l’occupazione».

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