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Aferpi, l’addio a Rebrab rischia di slittare

Una delle manifestazioni in difesa delle acciaierie piombinesi (foto Paolo Barlettani)
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Una delle manifestazioni in difesa delle acciaierie piombinesi (foto Paolo Barlettani)

Oggi i sindacati chiedono risposte a Calenda: possibile che serva tempo per le verifiche sul socio che Cevital presenterà domani

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PIOMBINO. Sindacati nazionali e segretari territoriali dei metalmeccanici oggi da Carlo Calenda, alla vigilia del faccia a del ministro con Said Benikene, ad di Cevital.

Se l’incontro rischia di essere interlocutorio rispetto alle possibili novità annunciate nell’ultimo confronto da Cevital e attese per domani (un socio siderurgico pronto a sostenere finanziariamente il progetto) il sindacato comunque ha pronte le proprie domande per il ministro. E cioè, se salta Rebrab per inadempienza degli impegni previsti dall’addendum, domani o più avanti, che succede? Il commissario con la potenziale escussione del 27% delle azioni rientra nella governance dello stabilimento? E con quali risorse, una parte di quei 300 milioni stanziati dal Governo, di cui forse a Piombino ne toccherebbe una cinquantina? E chi pagherebbe gli stipendi in attesa del nuovo commissariamento?

Tutte domande collegate alle dichiarazioni di Calenda a settembre, e cioè in sostanza che il termine ultimo per l’individuazione di uno o più potenziali acquirenti o partner era il 31 ottobre e che nessun tempo supplementare sarebbe stato concesso a Issad Rebrab. Ma è difficile che, al di là di queste dichiarazioni perentorie del ministro, poi ribadite dalla viceministra Teresa Bellanova, domani la vicenda prenda una strada definitiva.

Se infatti nell’ultimo giorno utile Benikene porterà al ministro non solo il nome del potenziale nuovo socio (un gruppo cinese, secondo varie fonti) ma anche dei documenti a garanzia, è difficile che comunque Calenda possa prendere una decisione su due piedi.

Per essere più chiari, non è un mistero che il ministro sia stufo di Cevital, tanto da averlo dichiarato pubblicamente e da avere imposto un ultimatum. Ed è con questo scetticismo (lo stesso di sindacati e lavoratori) che si prepara a incontrare Benikene. Ma nonostante ciò per verificare la solidità di quegli impegni (sempre che Rebrab non cambi registro, e annunci invece una trattativa per la cessione), il Governo dovrà comunque prendere tempo e fare le proprie valutazioni. Anche per non dare a Cevital argomenti utili nel caso si vada alla rescissione – che comunque anche concedendo un po’ di tempo alle verifiche il Governo potrebbe comunque avviare dal punto di vista formale – e successivamente a un contenzioso. Intanto Uglm ha già annunciato assemblea domani dalle 10 alle 12 al Centro giovani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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