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Sanità nel carcere, l’allarme del garante
Marotti chiede risposte all’Asl: «Criticità nel servizio psichiatrico e nei locali per i ricoveri dei detenuti»
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PORTO AZZURRO. Riposte dall’Asl sulla gestione sanitaria all’interno del carcere di Porto Azzurro.
È quanto chiede pubblicamente, nel suo ruolo di garante dei detenuti dell’istituto penitenziari di Porto Azzurro, Nunzio Marotti.
«Non è necessario rendere pubblico quanto attiene all’adempimento del proprio ruolo – spiega Marotti, incaricato dal Comune di Porto Azzurro nella sua veste di garante dei detenuti nel carcere elbano – prima si procede attraverso contatti con chi ha la facoltà di assumere decisioni, informando e, se occorre, sollecitando».
Ma, evidentemente, questi contatti non hanno portato i risultati sperati, tanto che Marotti ha deciso rendere note le criticità segnalate.
«All'inizio del mese di settembre, ho scritto ai vertici dell'Usl Nord Ovest per sostenere le segnalazioni - richieste del direttore della casa di reclusione Francesco D’Anselmo. – spiega Marotti – le questioni erano e sono rilevanti. La prima riguarda le criticità del servizio psichiatrico nel presidio carcerario, dopo il pensionamento del dottor Santoro. Richiamavo la drastica riduzione dell’orario e la non reperibilità. Fattori insostenibili tenendo conto del numero di soggetti psichiatrici attualmente ristretti. La seconda concerne la mancanza di un locale idoneo al ricovero dei detenuti presso l’ospedale di Portoferraio, come previsto dalla normativa».
Il garante dei detenuti, Nunzio Marotti inoltre, aggiungere un ulteriore elemento: «La necessità – spiega – di prolungare l’orario di permanenza del personale infermieristico sino alla mezzanotte (oggi è fino alle 22) per evitare seri problemi in ordine alla distribuzione della terapia serale».
Le segnalazioni, insomma, sono arrivate a chi di dovere. Eppure il garante dei detenuti di Porto Azzurro fa sapere come la situazione non sia cambiata e, comunque, dall’Asl non sia arrivata ancora alcuna risposta. «Mi auguro – conclude il garante dei detenuti di Porto Azzurro – che la rilevanza mediatica possa essere efficace e resto in attesa di notizie ma soprattutto di azioni risolutive, riservandomi di valutare ulteriori iniziative».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
È quanto chiede pubblicamente, nel suo ruolo di garante dei detenuti dell’istituto penitenziari di Porto Azzurro, Nunzio Marotti.
«Non è necessario rendere pubblico quanto attiene all’adempimento del proprio ruolo – spiega Marotti, incaricato dal Comune di Porto Azzurro nella sua veste di garante dei detenuti nel carcere elbano – prima si procede attraverso contatti con chi ha la facoltà di assumere decisioni, informando e, se occorre, sollecitando».
Ma, evidentemente, questi contatti non hanno portato i risultati sperati, tanto che Marotti ha deciso rendere note le criticità segnalate.
«All'inizio del mese di settembre, ho scritto ai vertici dell'Usl Nord Ovest per sostenere le segnalazioni - richieste del direttore della casa di reclusione Francesco D’Anselmo. – spiega Marotti – le questioni erano e sono rilevanti. La prima riguarda le criticità del servizio psichiatrico nel presidio carcerario, dopo il pensionamento del dottor Santoro. Richiamavo la drastica riduzione dell’orario e la non reperibilità. Fattori insostenibili tenendo conto del numero di soggetti psichiatrici attualmente ristretti. La seconda concerne la mancanza di un locale idoneo al ricovero dei detenuti presso l’ospedale di Portoferraio, come previsto dalla normativa».
Il garante dei detenuti, Nunzio Marotti inoltre, aggiungere un ulteriore elemento: «La necessità – spiega – di prolungare l’orario di permanenza del personale infermieristico sino alla mezzanotte (oggi è fino alle 22) per evitare seri problemi in ordine alla distribuzione della terapia serale».
Le segnalazioni, insomma, sono arrivate a chi di dovere. Eppure il garante dei detenuti di Porto Azzurro fa sapere come la situazione non sia cambiata e, comunque, dall’Asl non sia arrivata ancora alcuna risposta. «Mi auguro – conclude il garante dei detenuti di Porto Azzurro – che la rilevanza mediatica possa essere efficace e resto in attesa di notizie ma soprattutto di azioni risolutive, riservandomi di valutare ulteriori iniziative».
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