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pino coluccia
«Rio Alto diventerà una frazione»
L’ex capogruppo di minoranza è fortemente contrario alla fusione
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RIO NELL’ELBA. Nove ragioni per dire no alla riunificazione delle due Rio. le elenca Pino Coluccia, ex sindaco di Rio Elba.
1) Non avremo più i nostri patroni san Giacomo e Quirico. A parte la perdita della festività, non avremo più, per la nostra comunità religiosa i santi protettori e simboleggianti la nostra parrocchia.
2) Non avremo più il nostro stemma ed il gonfalone. Dopo secoli di storia scompariremo e quindi ci saranno soppressi i nostri simboli rappresentativi.
3) Non avremo più un nostro sindaco ed un nostro consiglio comunale. Noi eleggevamo, questi come rappresentanti diretti della nostra comunità e gli affidavamo per 5 anni il compito di amministrarci e di curare gli interessi generali della comunità e del suo territorio.
4) Non avremo più risorse finanziare ad uso diretto per il nostro territorio. Il Comune di Rio Elba ha risorse finanziarie sufficienti per far fronte con dignità ai problemi della comunità e del territorio. Con la fusione perderemo il controllo diretto delle risorse finanziarie e non avremo più il potere di destinarle al nostro territorio.
5) Non avremo più uffici comunali, banca e ufficio postale. La fusione porterà, per legge, la sede comunale a Rio Marina e di conseguenza, anche gli uffici comunali, l'anagrafe, l'ufficio tecnico, l'ufficio dei lavori pubblici, l'ufficio dei servizi sociali e pubblici e questo perché si vorrà ridurre i costi della macchina amministrativa.
6) Avremo come conseguenza di tutto ciò un inevitabile declino demografico. Per i giovani e le nuove famiglie sarà sempre più difficile e disagiato vivere in una frazione.
7) Perderemo le scuole dell'obbligo. Questo inevitabile calo demografico porterà ad una riduzione della popolazione scolastica.
8) Avremo meno presenze turistiche, particolarmente nel centro storico. Questo calo demografico avrà conseguenze negative anche sulle attività commerciali, artigianali, edili e turistiche.
9) Perderemo valore patrimoniale. Il valore degli immobili del centro storico sarà influenzato negativamente per poca attrattività. Gli immobili pubblici, non più usati e manotenuti subiranno un degrado e deperimento, anche qui, con perdita di valore.
1) Non avremo più i nostri patroni san Giacomo e Quirico. A parte la perdita della festività, non avremo più, per la nostra comunità religiosa i santi protettori e simboleggianti la nostra parrocchia.
2) Non avremo più il nostro stemma ed il gonfalone. Dopo secoli di storia scompariremo e quindi ci saranno soppressi i nostri simboli rappresentativi.
3) Non avremo più un nostro sindaco ed un nostro consiglio comunale. Noi eleggevamo, questi come rappresentanti diretti della nostra comunità e gli affidavamo per 5 anni il compito di amministrarci e di curare gli interessi generali della comunità e del suo territorio.
4) Non avremo più risorse finanziare ad uso diretto per il nostro territorio. Il Comune di Rio Elba ha risorse finanziarie sufficienti per far fronte con dignità ai problemi della comunità e del territorio. Con la fusione perderemo il controllo diretto delle risorse finanziarie e non avremo più il potere di destinarle al nostro territorio.
5) Non avremo più uffici comunali, banca e ufficio postale. La fusione porterà, per legge, la sede comunale a Rio Marina e di conseguenza, anche gli uffici comunali, l'anagrafe, l'ufficio tecnico, l'ufficio dei lavori pubblici, l'ufficio dei servizi sociali e pubblici e questo perché si vorrà ridurre i costi della macchina amministrativa.
6) Avremo come conseguenza di tutto ciò un inevitabile declino demografico. Per i giovani e le nuove famiglie sarà sempre più difficile e disagiato vivere in una frazione.
7) Perderemo le scuole dell'obbligo. Questo inevitabile calo demografico porterà ad una riduzione della popolazione scolastica.
8) Avremo meno presenze turistiche, particolarmente nel centro storico. Questo calo demografico avrà conseguenze negative anche sulle attività commerciali, artigianali, edili e turistiche.
9) Perderemo valore patrimoniale. Il valore degli immobili del centro storico sarà influenzato negativamente per poca attrattività. Gli immobili pubblici, non più usati e manotenuti subiranno un degrado e deperimento, anche qui, con perdita di valore.
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