Il Tirreno

Ceramica e sorrisi, insieme oltre il dolore

Francesca Lenzi
Deborah Ciolli nel suo laboratorio durante uno dei corsi organizzati dall’associazione “Sempre donna”
◗
Deborah Ciolli nel suo laboratorio durante uno dei corsi organizzati dall’associazione “Sempre donna”

Malattia oncologica: Deborah Ciolli apre il suo laboratorio grazie ai corsi organizzati dall’associazione “Sempre donna”

4 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Avete presente quando vi dicono “Hai troppa fantasia, non ti fare i film”? Ecco, qui dentro, invece, bisogna farseli quei film». A parlare è Deborah Ciolli, ceramista piombinese, e il “qui dentro” è casa sua.
Nello specifico, il caotico laboratorio dove prendono vita fantasie e sogni, cuori colorati, floride sirene, casette oblunghe, e tanto altro. Da lunedì pomeriggio, in realtà da quattro anni, Deborah apre il suo mondo ad altre persone, grazie ai corsi di ceramica creativa, organizzati dall’associazione “Sempre donna” di Piombino e sostenuto economicamente dalla Fondazione Livorno.

Quest’anno sono previsti 6 incontri (il primo si è tenuto lunedì scorso), completamente gratuiti, ogni lunedì, dalle 15 alle 19, con divisione in due gruppi. Il progetto è rivolto a persone che abbiano conosciuto la malattia oncologica nel proprio percorso di vita.

In questo senso, il corso è aperto alle donne con tumore al seno, a coloro che abbiano problemi oncologici, ai loro familiari, agli operatori sanitari e, da questo anno, ai familiari adolescenti. Per avere informazioni, contattare Deborah Ciolli tel. 340.1560247 oppure Rita Vatteroni, medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, tel. 338.7027295.

«Anche in mezzo a un momento critico, da qui andiamo via sempre con il sorriso e la positività – spiega la dottoressa Vatteroni riferendosi al progetto – È un aspetto che è sempre piaciuto molto. La ceramica, parlare mentre si fanno le cose, aiutano a condividere le esperienze e le emozioni». Ogni corso ha un tema. Stavolta si chiede alle partecipanti di realizzare una finestra e di metterci quello che vogliono. Il primo gruppo è formato da sei donne che, prima di mettersi al lavoro, sono invitate a presentarsi. Gabriella ha incontrato la malattia indirettamente; il marito se n’è andato 3 anni fa e la voce, ancora oggi, quando ne parla, si rompe. La sua storia è simile a quella di Elsa, mentre Donatella sta ancora combattendo con suo marito e spera di poter tornare presto a viaggiare con lui. Roberta è infermiera, e ha visto andarsene il babbo a causa del cancro. Poi ci sono Cinzia e Antonella. «Sto ancora combattendo – le parole di Antonella – A gennaio sono stata operata per la quarta volta. Mi fa piacere stare in compagnia. A volte a mio marito dà noia che parli della malattia, invece a me fa piacere, mi sembra che il fagotto che porto sulle spalle sia meno peso».

«Quanto a me, i medici non si spiegano come ancora io non sia morta – dice Cinzia con un sorriso – Sono sei anni che combatto contro questa malattia e ce la sto mettendo tutta. Per me e per la mia famiglia».

Deborah Ciolli mette sul tavolo un panetto d’argilla. Ogni partecipante prende il suo pezzo e inizia a lavorarlo. Nel mezzo si chiacchiera di tutto, mentre ogni finestra inizia a prendere vita. «Non cadete nel cuoricino – l’unica raccomandazione della ceramista – che fa tanto patetico». E qui di sentimentalismo, nell’accezione negativa del termine, non ce n’è neppure l’ombra. Si parla con sincerità della malattia e del futuro, ci si confronta, si ride e sorride, tra mani sporche e barbottina. Tutte alla fine hanno realizzato la propria finestra. Antonella ci ha messo dentro un pupazzetto e un trenino, pensando al nipotino che vuol vedere crescere, mentre Cinzia ha creato una baia angolo di pace, quella che spera di trovare. Elsa ha pensato alle cose belle ma anche a quelle brutte, «perché ci sono tutt’e due nella vita». Donatella ha immaginato quel viaggio da fare per la terza volta con il marito, mentre Roberta ha cercato di fare ordine in un trambusto di impegni e suggestioni. La prossima volta ciascuna di loro dipingerà la propria finestra. Adesso però è finito il tempo, un nuovo gruppo di magnifiche donne sta arrivando.

«Più del risultato, la ceramica è importante per esprimere le proprie cose anche senza parole – dice Deborah Ciolli – perché le emozioni ti si piantano nel cuore come un mattone». Quanto è vero, viene da pensare, mentre lasciamo il caotico laboratorio. Fa freddo, ma forse non è il vento, mentre camminiamo, accompagnate da Martha e Luna, due dei tanti animali che abitano la casa di Deborah, pezzetto di mondo e di incontri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa