Il Tirreno

Aferpi, rottura Fiom l’unità sindacale ormai è un ricordo

Aferpi, rottura Fiom l’unità sindacale ormai è un ricordo

Fim e Uilm: protesta insensata dopo la convocazione al Mise Alla manifestazione di oggi davanti alla direzione aderisce invece l’Uglm 

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PIOMBINO. Non si sana la ferita tra Fiom e Fim-Uilm, dopo lo strappo di venerdì scorso della Fiom, che ha manifestato in solitaria sui binari interni di Aferpi.

Nella mattinata di ieri rsu e segreterie delle tre organizzazioni si sono di nuovo incontrate in cerca di una soluzione capace di ridare slancio all’azione unitaria, ma un accordo non è stato trovato e la sensazione è che da qui al 31, data dell’ultimatum del Governo a Cevital, ognuno andrà per la sua strada.

Ieri il tentativo di accordo è franato sulla proposta della Fiom di una nuova iniziativa di protesta da organizzare per oggi davanti alla direzione. Proposta bocciata da Fim e Uilm ma poi raccolta invece dall’Uglm.

«In questa fase non condividiamo e non partecipiamo a nessuna iniziativa che riteniamo inopportuna – dice una nota di rsu e segreterie Fim e Uilm – non è questo il momento di iniziative simboliche né tantomeno di fughe in avanti per l’interesse di pochi. Al contrario le rsu e le segreterie di Fim e Uilm metteranno in atto tutte le iniziative necessarie per la tutela e la salvaguardia di tutti i lavoratori».

Fim e Uilm in sostanza non vedono lo scopo di una protesta davanti alla direzione «dopo aver avuto la conferma di una convocazione ristretta per il 30, che Fim e Uilm avevano richiesto espressamente al Mise, in cui ribadiremo la necessità di avere, subito dopo la scadenza dell’addendum, una convocazione ufficiale così da poter fare un’assemblea con i lavoratori non appena si sarà tenuto tale incontro. Dall’incontro col ministro Carlo Calenda – proseguono Fim e Uilm – ci aspettiamo che, coerentemente con le dichiarazioni fatte fino a oggi, si intraprendano tutte le iniziative necessarie per allontanare un imprenditore che è stato in questi tre anni completamente inaffidabile, ma il Governo ha il dovere di garantire, nello stesso momento in cui decide di allontanare questo imprenditore, la continuità della produzione dei treni di laminazione almeno fino a che non si arrivi alla cessione a un nuovo gruppo».

In realtà la Fiom sostiene di perseguire gli stessi obiettivi, spiegando però «che l’unità sindacale si realizza e si persegue attraverso la condivisione degli obiettivi. E per quanto importante non deve trasformarsi in un diritto di veto o causa di immobilismo. Ogni organizzazione nei propri organismi – dice una nota – dopo che con lealtà ha coinvolto le altre sigle, ha il diritto di assumere e perseguire le legittime aspirazioni e determinazioni. E a oggi pensiamo che rimanere fermi senza manifestare e interpretare il disagio che esiste, sia un errore». Da qui la decisione di confermare l’iniziativa di protesta di oggi, convocata per le sei del mattino davanti alla direzione.

Letteralmente in fotocopia il documento dell’Uglm nella parte che fa riferimento all’unità sindacale, prima di «salutare con favore l’incontro del 30 che a un giorno dalla scadenza dell’Addendum non potrà certamente essere un confronto banale, al quale immaginiamo sia doveroso far seguire immediatamente dopo un confronto con il corpo largo dei lavoratori, per le delicate decisioni che potrebbero scaturire dall’incontro stesso».

Da queste considerazioni deriva la decisione dell’iniziativa di oggi davanti ai cancelli della direzione Aferpi. «Chiediamo a lavoratori e cittadini – dice l’Uglm – di mettere da parte disillusioni, sconforto e rassegnazione, e con uno scatto di orgoglio chiamare a raccolta tutti gli interessati a manifestare questo disagio che ci attraversa».



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