Il Tirreno

Aferpi: manifestazione della Fiom davanti ai cancelli dell'ex Lucchini

Lo striscione dei dipendenti (foto da Fiom Cgil Livorno)
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Lo striscione dei dipendenti (foto da Fiom Cgil Livorno)

Piombino: il sit-in in vista dell'incontro al ministero fissato per il 30. I dipendenti, riferendosi a Rebrar, srotolano lo striscione con su scritto "Calenda, l'unica via è mandarlo in Algeria"

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PIOMBINO. Manifestazione nella mattinata di venerdì 27 ottobre a Piombino davanti ai cancelli della direzione aziendale di Aferpi da parte dei lavoratori aderenti alla Fiom, in vista dell'incontro al ministero, il prossimo 30 ottobre, sul futuro dell'impianto siderurgico.

È stata inscenata una protesta con la realizzazione di una catena umana davanti ai cancelli della direzione dello stabilimento e degli uffici del commissario straordinario. Alcuni dipendenti sono anche saliti sul tetto degli uffici srotolando uno striscione con scritto "Calenda, l'unica via è mandarlo in Algeria", riferito a Cevital, il gruppo algerino che controlla Aferpi.

"Il 30 incontriamo il governo, per noi - ha affermato David Romagnani della Fiom durante la manifestazione - non sarà una passerella, vogliamo dal governo risposte precise, Cevital ha fermato questo stabilimento come un treno in corsa e quindi deve lasciare la mano a chi può costruire una prospettiva reale per questo territorio, al tempo stesso  necessario garantire gli ammortizzatori sociali per i lavoratori in attesa della ripresa dell'attività produttiva".

I sindacalisti Fiom hanno quindi criticato la scelta di Aferpi che stamani, in occasione della manifestazione Fiom, a cui non hanno aderito Uilm e Fim, ha chiesto ai lavoratori di turno di restare a casa. "Noi non facciamo iniziative sbagliate, vogliamo evidenziare il disagio dei lavoratori e di una città", hanno ribattuto gli aderenti alla Fiom.

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