Il Tirreno

Chiarei sull’amianto in fabbrica 

«La Regione ha chiesto aggiornamenti all’azienda»

PIOMBINO. «La questione sollevata da Legambiente è nota e condivisa con l'amministrazione da tempo, e proprio con l'associazione ambientalista mi sono confrontato e ho scambiato valutazioni per poter...

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PIOMBINO. «La questione sollevata da Legambiente è nota e condivisa con l'amministrazione da tempo, e proprio con l'associazione ambientalista mi sono confrontato e ho scambiato valutazioni per poter capire bene l'entità della problematica». A parlare è l’assessore Marco Chiarei che replica alle preoccupazioni di Legambiente sull’amianto in Aferpi e i i ritardi sulle bonifiche.

«In estate - prosegue - ho convocato un incontro con Regione, Arpat e Asl proprio per comprendere ciò che andava messo in moto per scongiurare danni o pregiudizi alla salute pubblica, ai lavoratori e all'ambiente ed avere un quadro dello stato impiantistico dello stabilimento».

«Aferpi - prosegue la nota - ad inizio estate ci aveva comunicato che avrebbe avviato “attività di smontaggio e smantellamenti minori di impianti non più manutenibili o non più di interesse”. Preso atto di ciò la nostra preoccupazione, e quella di Legambiente, è stata quella invece di capire lo stato di conservazione degli impianti maggiori, alcuni fermi da tanti anni, che sono evidentemente quelli potenzialmente più a rischio».

Il confronto con Regione, Arpat e Asl avrebbe permesso di condividere le iniziative nei confronti di Aferpi e per questo, alcune settimane fa, la Regione stessa avrebbe inviato all'azienda una richiesta formale per avere aggiornamenti sui piani operativi legati alle attività di dismissione e smantellamento degli impianti cessati.

«Ciò - continua Chiarei - permetterà di avere un quadro chiaro da cui far discendere le ulteriori iniziative. Nell'Accordo di Programma 252bis del 2015 la stessa Aferpi ha depositato le Linee Guida per la dismissione e lo smantellamento degli impianti cessati. Nello stesso accordo si individua la Regione come l'organo preposto al controllo di queste attività mediante un gruppo specifico sulle dismissioni. E sarà appunto questo gruppo a gestire l'attività di verifica sugli impianti. Infine - chiude l’assessore all’ambiente - ritengo che la delicata fase per il futuro di Aferpi non possa costituire un alibi per far calare l'attenzione. Qualsiasi sia la sorte della vicenda questi impianti non svaniranno nel nulla e qualcuno se ne dovrà far carico. Sono pienamente in sintonia con Legambiente quando afferma che la parte pubblica dovrà reperire risorse specifiche ma aggiungo che, magari, questo possa costituire una parte di un nuovo auspicabile Accordo di Programma. Ci sono risorse da recuperare da quello del 2014 e anche fideiussioni da incassare nel caso in cui Aferpi fosse dichiarato inadempiente».



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