Il Tirreno

«Subito via Rebrab, no a nuovi rinvii»

Per Camping cig il rischio di un lungo contenzioso è solo un falso problema

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PIOMBINO. A pochi giorni dalla scadenza dell’ultimatum del ministro Carlo Calenda a Cevital, Camping cig si dice preoccupato «dalle prime voci di rinvio, per il miracolo di Issad Rebrab che in pochissime settimane è riuscito in ciò che non è riuscito in mesi e mesi, trovando non uno, ma addirittura due possibili partner, e da altre voci voci allarmistiche sui rischi di un contenzioso giudiziario molto lungo in caso di rescissione di contratto».

Camping cig quindi ribadisce di «non credere minimamente al miracolo di Rebrab. Si tratta dell’ennesima bufala, dell’ennesimo giochetto delle tre carte per continuare il ricatto sul Governo e sul nostro territorio».

Per Camping cig dunque «la minaccia di lunghi tempi di contenzioso è in realtà una “minaccia elettorale”, che serve al Pd e a tutti i responsabili di questa tragedia di trascinare la vicenda fin dopo le elezioni, in modo da non subirne troppo i contraccolpi. Nella Costituzione e nel nostro ordinamento giudiziario esistono gli strumenti per un intervento d’urgenza e immediato del Governo, anche in attesa del pronunciamento di un giudice, per gravi motivi di ordine sociale. E Piombino vive un grave motivo di ordine sociale».

Serve dunque «un incontro urgente al Mise, ma Rebrab deve essere allontanato subito. Non solo si è dimostrato inaffidabile sulla ripresa delle attività siderurgiche, ma anche sul resto del progetto è latitante da tre anni. Anche se esistesse questo fantomatico socio, anche se avesse tutte le carte in regola non si può lasciare Rebrab padrone del territorio, capace di bloccare qualunque iniziativa di sviluppo diversificato».

Per Camping cig «il Governo deve nominare un nuovo commissario, decisamente più energico dell’attuale, e dotarlo delle risorse finanziarie per la ripresa immediata della produzione, ricorrendo al fondo di 300 milioni stanziato per la siderurgia nell’ultimo documento di programmazione economica. Il Governo deve assumere come priorità la bonifica del sito industriale, da eseguirsi subito, con l’utilizzo della mano d’opera locale espulsa dai cicli produttivi».

«Abbiamo accolto con favore la ripresa di iniziative di mobilitazione a cui abbiamo partecipato – è la conclusione – con umiltà, senza attribuirci alcun merito. Continueremo a farlo, a sollecitare le mobilitazioni, a metterle in campo da soli, se necessario, a partecipare a tutti i momenti di lotta dove siano presenti i lavoratori».



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