due rio, verso il referendum
Frangioni: «Un errore» Galli: «Un’opportunità»
RIO MARINA . È alle porte il referendum indetto dalla Regione sulla proposta di riunificazione dei due Comuni del versante orientale dell’Elba. I residenti si esprimeranno attraverso il voto domenica...
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RIO MARINA . È alle porte il referendum indetto dalla Regione sulla proposta di riunificazione dei due Comuni del versante orientale dell’Elba. I residenti si esprimeranno attraverso il voto domenica 29 e lunedì 30 ottobre (fino alle 15). E il dibattito, in queste ore, si fa sempre più incalzante. Giovanni Frangioni, ex segretario Cgil dell’Elba, è favorevole al mantenimento delle piccole municipalità: «Il Pd è disposto a perdere anche i voti pur di favorire la fusione fra le due Rio. Se la fusione è un’opportunità – si chiede Frangioni – perché allora non si è fatto uno studio di fattibilità, che altre realtà hanno utilizzato, per dare ai cittadini di quei due comuni un quadro, il più completo possibile, che ne evidenziasse almeno gli aspetti più significativi?» C’è inoltre un altro motivo per sostenere il No al prossimo referendum. Riguarda il metodo seguito. «Sarebbe stato opportuno portare nelle varie assemblee comunali la proposta del nuovo statuto che sarebbe andato in vigore con la costituzione della nuova municipalità. In questo strumento si sarebbero dovute individuare le nuove forme di partecipazione dei cittadini alla vita del nuovo Comune, di decentramento dei servizi, di particolari forme di rapporto e di collegamento tra il nuovo comune e le aree confinanti. Sarebbe stato un importante e utile orientamento per la nuova amministrazione. Altrimenti la conclusione che tale proposta sia caduta dall’alto e imposta ai cittadini, viene del tutto spontanea». Risponde Renzo Galli, sindaco di Rio Marina e si rifà all’ultimo incontro avuto nei due paesi con il primo cittadino di Crespina-Lorenzana, accorpato da tre anni. Dalla sua testimonianza avuta i partecipanti dei due Rio hanno ascoltato i vantaggi goduti dall’operazione, che ha cambiato la vita del proprio ente e dei cittadini. A partire dal contributo regionale (250mila euro), per finire con quello ministeriale (390mila euro per dieci anni). «Queste operazioni – ha continuato Galli – sono state definite dal direttore generale degli Interni come una vera e propria rivoluzione riuscita nell’assetto costituzionale dello Stato, dopo che altre riforme semplificatrici sono naufragate». Così il maggior gettito messo a disposizione del Comune è stato impiegato nell’allentamento su alcune fasce di cittadini del prelievo fiscale o parafiscale, impossibile con l’attuale economia di bilancio (Tari per esempio, miglioramenti dei servizi pubblici, socio sanitari o rivolti agli anziani, come i soggiorni estivi). Inoltre altro vantaggio della fusione è l’allentamento dei vincoli di bilancio riguardanti l’esenzione contingente dal pareggio, la possibilità di contrarre finanziamenti, anche come anticipazione dei futuri introiti da contribuzione, e sul personale. «Per venire al caso concreto delle due Rio la fusione è un’opportunità da cogliere, in specie per chi si trova in uno stato di sofferenza finanziaria». (l.c.)
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