Sicurezza
acciaierie
Fim e Uilm chiamano Calenda
«Subito un incontro al Mise, no ad altre proroghe a Cevital»
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Dopo lo strappo seguito all’azione solitaria della Fiom (l’occupazione per poche ore dei binari interni delle acciaierie) ieri sino riunite, presenti le segreterie territoriali, le rsu di Fim e Uilm per valutare l’esito dell’incontro di venerdì scorso tra il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e l’amministratore delegato di Cevital, Said Benikene. In vista dell’ultimatum a Cevital fissato al Governo per il 31, Fim e Uilm chiedono a Calenda un incontro entro venerdì prossimo, 27 ottobre.
«A oggi non ci risulta nessuna novità concreta – dice una nota di Fim e Uilm – le poche indiscrezioni sono notizie che già da diverse settimane circolano nello stabilimento. Ancora una volta, soltanto parole e richieste di tempo da parte di un imprenditore che, fino a oggi, non ha rispettato nessuno degli impegni che si era assunto».
Così per le rsu e le segreterie di Fim e Uilm «come ribadito all’attivo unitario al Phalesia, il Governo non deve concedere altre proroghe e attivarsi, con misure ordinarie o straordinarie, per allontanare dal primo novembre Cevital dal nostro territorio. Il Governo da quella data dovrà farsi garante della continuità produttiva dei treni di laminazione almeno fino all’arrivo di un gruppo siderurgico intenzionato a produrre acciaio a Piombino».
Ragionamento secondo cui «fino al compimento dell’intero progetto, dovrà essere garantito ai lavoratori il reddito col mantenimento dell’attuale ammortizzatore sociale. È per questo che chiediamo che il Governo convochi le organizzazioni sindacali entro e non oltre il 27 ottobre per aggiornarle su come intenda procedere in vista della scadenza dell’addendum».
In assenza di una data certa di convocazione, le segreterie e le rsu di Fim e Uilm annunciano «che nei prossimi giorni monitoreranno gli eventi con le proprie segreterie nazionali, e metteranno in atto tutte le iniziative necessarie a ottenere la convocazione al ministero».
«A oggi non ci risulta nessuna novità concreta – dice una nota di Fim e Uilm – le poche indiscrezioni sono notizie che già da diverse settimane circolano nello stabilimento. Ancora una volta, soltanto parole e richieste di tempo da parte di un imprenditore che, fino a oggi, non ha rispettato nessuno degli impegni che si era assunto».
Così per le rsu e le segreterie di Fim e Uilm «come ribadito all’attivo unitario al Phalesia, il Governo non deve concedere altre proroghe e attivarsi, con misure ordinarie o straordinarie, per allontanare dal primo novembre Cevital dal nostro territorio. Il Governo da quella data dovrà farsi garante della continuità produttiva dei treni di laminazione almeno fino all’arrivo di un gruppo siderurgico intenzionato a produrre acciaio a Piombino».
Ragionamento secondo cui «fino al compimento dell’intero progetto, dovrà essere garantito ai lavoratori il reddito col mantenimento dell’attuale ammortizzatore sociale. È per questo che chiediamo che il Governo convochi le organizzazioni sindacali entro e non oltre il 27 ottobre per aggiornarle su come intenda procedere in vista della scadenza dell’addendum».
In assenza di una data certa di convocazione, le segreterie e le rsu di Fim e Uilm annunciano «che nei prossimi giorni monitoreranno gli eventi con le proprie segreterie nazionali, e metteranno in atto tutte le iniziative necessarie a ottenere la convocazione al ministero».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
