Il Tirreno

A Sassetta è il giorno del Palio dei ciuchi

Intorno alle 15 Castello, Frataccio, San Sebastiano e San Rocco in corsa per il drappo disegnato da Giovanni Cecchini

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SASSETTA . Anche quest’anno Sassetta si è vestita a festa per celebrare l’autunno, i suoi castagni e la cacciagione, rievocando la storia antica e le tradizioni di una volta con la 48esima edizione delle “Feste d’ottobre” (alle origini era “La tordata”).

Nata nel 1963 per iniziativa del Comitato turistico, la Tordata è stata rilanciata nel 1978 dalla Pubblica assistenza. Poi, dal 1984, con l'adesione dell'Amministrazione e di altre associazioni, la festa è stata ampliata e migliorata, con l'inserimento di altre “sagre ottembrine”, di una giostra d’ispirazione storica, di un corteo storico (che rievoca le imprese degli Orlandi, discendenti di Tigrino della Sassetta), di numerose altre iniziative collaterali: il tutto sotto il nome di “Feste d'ottobre”. Una manifestazione che valorizza fierezza e orgoglio, caccia e bracconaggio, senso dell'ospitalità e gusto della buona tavola.

E così, dopo la sagra della zuppa e la sagra della castagna (l’8 e il 15), le Feste chiudono oggi con la sagra della polenta e il tradizionale “Palio dei ciuchi”: alle 10.30 ci sarà il mercatino dell’artigianato. Alle 12 e alle 18 apriranno gli stand gastronomici (con polente e i migliori piatti della cucina sassetana), mentre gli stand delle merende saranno aperti a ogni ora con le arostite (caldarroste), le zonzelle, i frati, i bomboloni e altre delizie locali.

Il Palio dei ciuchi si svolgerà intorno alle 15, dopo la cerimonia dell’offerta del censo di paglia e legna e la lettura delle suppliche al corteo storico. I Signori della Sassetta, infatti, assisteranno alla disputa da un’alta terrazza e riconosceranno il vincitore tra i quattro rioni: Castello, Frataccio, San Sebastiano e San Rocco.

Il Palio di quest’anno è stato dipinto da Giovanni Cecchini: l’opera è ispirata alla Sindone dipinta dal Bronzino e donata alla chiesa di Sassetta il 22 maggio 1626. Come da regolamento, il Palio contiene vari riferimenti araldici (stemma del Comune, delle due Compagnie laicali, dei quattro rioni) e storici (l’immagine di santa Lorica protettrice del paese); il soggetto principale illustra un episodio della storia sassetana.

Cecchini ha scelto di raffigurare l’episodio del maggio-giugno 1504 dei "brigantini che navigano per le campagne pisane" quando Ranieri della Sassetta, condottiero di ventura, per recarsi alla difesa di Pisa assediata dai fiorentini, respinto per via di terra dai presidi fiorentini a Bibbona e Rosignano, eluse la sorveglianza degli assedianti imbarcando a Baratti il suo piccolo esercito (cavalli compresi) su due brigantini. Trovata chiusa anche la foce dell’Arno, sorvegliata dal corsaro Baldassarre Bardella detto il Bardellotto, i navigli percorsero il Serchio, e attraverso dei canali artificiali raggiunsero l’Osole, il fiume Morto e infine l'Arno; e all’inizio di giugno entrarono in Pisa. L’arrivo degli armati sassetani, e il modo in cui Ranieri aveva beffato gli assedianti, indussero i fiorentini a rimandare l’assalto alla città, che ricevette anche aiuti e vettovaglie da Lucca e Genova.



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